Mancano pochi giorni al 1°luglio 2021 quando importanti novità interesseranno correntisti e conto corrente.

A partire da tale data non si potrà più prelevare presso gli sportelli bancomat. Ad essere interessati dal cambio di passo, però, non saranno tutti gli utenti. 

Intanto, altri istituti bancari iniziano a spianare la strada a strumenti di credito sempre più virtuali, imponendo ai propri clienti una rivisitazione delle abitudini su prelievi e pagamenti.

 

Conto corrente: occhio allo stop dei prelievi bancomat

La notizia ormai è stata battuta da molte testate giornalistiche. A partire dal 1°luglio 2021 non si potrà prelevare più presso gli sportelli bancomat. Fortunatamente non tutti i correntisti d’Italia e i bancomat subiranno il duro colpo.

La decisione di bloccare i prelievi da bancomat è stata presa soltanto da uno specifico istituto di credito: ING Direct, la banca online di “Conto Arancio”, facente parte del Gruppo olandese ING.

 

Alla base della decisione, che ha fatto storcere il naso alla maggior parte dei suoi correntisti, pare ci sia un cambio di strategia commerciale: l’esigenza di adeguarsi al contesto macroeconomico in costante evoluzione. Nulla di più. 

In un certo senso, la “lotta al contante” messa in atto dalla banca non dovrebbe stupire più di tanto: ING opera prevalentemente online e circa il 96% dei suoi utenti è digitale.
 

Per questo motivo, l’evoluzione tecnologica tende ad essere ancora di più mobile first mobile, adattandosi alle preferenze dei clienti.

Tuttavia, non è stata l’unica ad aver palesato in cambio di rotta. Già Fineco Bank aveva annunciato ai suoi correntisti la decisione di chiudere i conto correnti con depositi superiori alla cifra di 100.000 euro e in assenza di prodotti di finanziamento o finanziamento.

Dal 18 maggio 2021, infatti, scatta per la banca il diritto a rescindere il rapporto con il correntista qualora si presentassero tali condizioni.

Conto corrente: ING chiude le filiali

Il fatto che per il momento soltanto ING abbia preso tale decisione non fa stare sereni i clienti delle altre banche. In fin dei conti, altri istituti di credito potrebbero seguire la scia del gruppo olandese, soprattutto dopo averne valutato eventuali benefici.

Quella che al momento potrebbe sembrare un paradosso potrebbe rivelarsi una mossa vincente e i risultati vanno valutati nel corso del tempo.

 

Ma non è tutto. Anche le filiali italiane del Gruppo si apprestano a chiudere i battenti allo stesso modo delle casse automatiche.

A chiudere saranno le filiali di molte città italiane: Genova, Mestre, Firenze, Catania, Bergamo, Verona, Trieste, Monza e Cagliari. Mentre soltanto la filiale di Torino rimarrà nell’attuale sede anche se la sua attività verrà modulata secondo i nuovi standard aziendali.

Dal 1°luglio 2021 il cambio sede, invece, riguarderà le filiali di Napoli, Roma Salaria e Tuscolana, Milano, Bologna e Padova. Il trasferimento verrà confermato ai correntisti ING mediante apposita comunicazione.

Chiuse filiali e dismessi gli ATM, al cliente ING non rimane che compiere le normali operazioni di prelievo presso gli sportelli bancomat di altri istituti di credito alle condizioni economiche stabilite dal contratto. 

Tutte le operazioni diverse dal prelievo in contante, invece, potranno essere compiute tramite applicazione smartphone ING, da scaricare sul proprio dispositivo mobile, o accedendo alla pagina internet ufficiale della banca.

Conto corrente ING: cosa cambia dal 1°luglio

Naturalmente il cambio di passo proclamato da ING non poteva ritorcersi contro i correntisti.
 

Una volta chiuse filiali e sportelli qualche alternativa ai propri clienti andava pur data per assicurare il normale proseguimento delle transazioni bancarie, soprattutto per evitare un malumore generalizzato.

 

Ecco perché i clienti del Gruppo olandese, a partire dal 1°luglio, potranno prelevare quanto desiderato presso i bancomat di qualsiasi istituto di credito, ovviamente sostenendo costi e commissioni previsti dal contratto.

A tale scopo, la banca ha stabilito una suddivisione dei propri clienti in differenti categorie per determinare l’ammontare economico dei costi di commissione da applicare per i prelievi effettuati presso altri ATM. In un certo senso, i clienti più “anziani” beneficeranno di un risparmio di costo.

Più nei dettagli, nessuna commissione sui prelievi di importo superiore ai 50,00 verrà versata dagli utenti diventati correntisti ING prima del 2018.

Per prelievi inferiori ai 50,00 euro la commissione sarà di 0,45 centesimi di euro.
 

A diversa disciplina saranno sottoposti i clienti ING con conto Arancio attivato dopo novembre 2018 se sul conto corrente vengono accreditate mensilmente somme non superiori ai 1.000 euro riferite a pensioni e/o stipendi: il costo del prelievo presso altri ATM sarà nullo.

In tutti gli altri casi, il piano commissionale sarà di 0,75 centesimi di euro.

ING spiazza tutti con la chiusura del conto corrente inattivo

Sebbene la chiusura degli ATM e delle filiali desta qualche malumore, c’è un’altra novità che potrebbe far preoccupare ancora di più i correntisti ING.

 

Stando a quanto riportato dal Mf-Milano Finanza, il Gruppo olandese pare stia prendendo di mira anche i conto correnti. In questi ultimi giorni, i correntisti ING stanno ricevendo una raccomandata che avvisa gli utenti della chiusura dei conto correnti a loro intestati.

Naturalmente, si tratta di un decisione che non interessa proprio tutti i correntisti. La comunicazione è stata recapita soltanto a quei titolari che hanno sul proprio conto un saldo costantemente pari a zero o che non utilizzano il conto da molto tempo.

A tali clienti ING sarà concesso un periodo di 60 giorni per trasferirsi verso altre banche, salvando tutta la documentazione utile: F24, F23, Mav, Rav, le ricevute di bonifici e quant' altro necessario. Questo, mentre si avvicina la data dell’addio di ING a sportelli Atm, casse automatiche e filiali.

 

Conto Corrente: dal 1° luglio riparte il pignoramento

Luglio sembra essere un mese non proprio propizio per il conto corrente.
 

Sempre a partire dal 1°luglio 2021 ritorna la possibilità per l’Agenzia delle Entrate e terzi di procedere al pignoramento delle somme depositate sul conto corrente, dopo lo stop alle notifiche di cartelle esattoriali prorogato nel tempo a più riprese.

Il decreto Sostegni e il DL Sostegni bis hanno fatto slittare la sospensione delle notifiche prima al 30 aprile 2021 e poi fino al 30 giugno 2021.

Intanto, la cabina di regia del Governo Draghi sta valutando l’ipotesi di posticipare di altri due mesi la sospensione dei pagamenti dovuti al Fisco.
 

Al momento, però, non si hanno notizie ufficiali. Pertanto, da luglio i depositi presenti sul conto corrente tornano ad essere pignorabili.

Ad ogni modo, non tutte le somme giacenti sul conto sono oggetto di pignoramento.
 

Sono stati fissati dei limiti a tutela sia dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, sia di eventuali cointestatari del conto, allo scopo di assicurare un minimo vitale al debitore per condurre una vita dignitosa.

Nella prima fattispecie, per gli importi depositati prima della data di pignoramento, il limite è di 1.380,84 euro al mese, ossia per tre volte l’assegno sociale.

 

Nel caso di stipendi depositati successivamente, il limite è di un quinto. Stessa disciplina si applica alle pensioni.

Discorso a parte per il conto corrente cointestato. In questo caso i creditori possono valersi soltanto sulle somme del conto che spettano al debitore, escludendo la possibilità di pignorare l’intera disponibilità in giacenza. 

Conto corrente: arriva il pagamento dell’imposta di bollo

A breve alcuni titolari di conto correnti saranno chiamati a sborsare altro denaro. Oltre alle tradizionali spese di tenuta conto, i correntisti con giacenze medie superiori a 5.000 euro, su base annuale o trimestrale, dovranno versare l’imposta di bollo.