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Azzerata la “nuova Scampia”

Azzerata la “nuova Scampia”

IL BLITZ Spaccio no stop, vasche con acido e agguati dalla scuola per eliminare i nemici: 48 arresti nel clan Sautto-Ciccarelli

NAPOLI. Più che un rione, un girone infernale che brucia tra spaccio di droga a qualsiasi ora del giorno e piani di morte terrificanti. Tra le pieghe dell’inchiesta che all’alba di ieri ha portato all’esecuzione di oltre cinquanta misure cautelari emerge non soltanto l’incessante smercio di stupefacenti all’interno del Parco Verde di Caivano ma anche la volontà dei capi e dei promotori del clan di mettere a segno almeno due omicidi quantomeno singolari: il primo episodio ha visto protagonista il ras Massimo Gallo, che nel 2013 si sarebbe appostato per diversi giorni, armato di kalashnikov, all’interno di una scuola media della zona pronto a tendere un agguato al boss rivale Antonio Ciccarelli; nel secondo caso il piano di morte vide protagonista Gennaro Masi, oggi collaboratore di giustizia, il quale aveva preparato una vasca di acido nel quale avrebbe dovuto immergere il capopiazza Mario Russo. Circostanza piuttosto singolare, in entrambi i casi fu il capoclan Nicola Sautto a mettere pace impartendo agli “aspiranti” killer l’ordine di deporre le armi. Un omicidio eccellente avrebbe infatti attirato ancora di più l’attenzione delle forze dell’ordine in zona e il cartello Ciccarelli-Sautto non voleva assolutamente imbattersi in retate che avrebbero potuto inficiare il colossale giro di affari della cosca. Sul punto, i carabinieri hanno infatti accertato che all’interno del Parco Verde erano attualmente operative ben quattordici basi di spaccio, tutte collegate, direttamente o indirettamente, al clan: alcuni capibase versavano una tangente mensile fissa, come nel caso del ras Pasquale Fucito che pagava 60mila euro, altri lo facevano invece in percentuale. Tutti erano in ogni caso costretti ad approvvigionarsi dai capi della cosca: in questo modo si sarebbero tra l’altro garantiti la sua protezione. Un “sistema” a tutti gli effetti, in cui ogni singolo ingranaggio aveva una precisa funzione: far sì che il Parco Verde diventasse la piazza di spaccio più importante d’Europa. Cosa poi effettivamente avvenuta, come confermato ieri da investigatori dell’Arma e inquirenti della Procura antimafia. L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba a Caivano, nella provincia napoletana e in quelle di Bergamo, Isernia, Imperia, Benevento, Cosenza, Forlì Cesena e Caserta. A entrare in azione sono stati i carabinieri del comando provinciale di Napoli, supportati dai comandi territorialmente competenti, i quali hanno dato esecuzione a una misura cautelare personale emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della locale Dda, nei confronti di 51 soggetti ritenuti vicini al clan Sautto-Ciccarelli e gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Le indagini, condotte dai militari del nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e coordinate dalla Dda, hanno inflitto un duro colpo al traffico di droga nel Parco Verde di Caivano, una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa, attiva 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. In poche centinaia di metri, difese da porte blindate e cancelli, sono state individuate e monitorate ben 14 “basi” in cui veniva venduto lo stupefacente. A tutti gli effetti una “nuova Scampia”.

Nei riquadri i boss arrestati Nicola Sautto, Mario Russo, Antonio Ciccarelli e Pasquale Fucito

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