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05 Giugno 2022 - 07:00
NAPOLI. Spese in salita. E così contro il caro prezzi e le speculazioni le associazioni dei consumatori lanciano la protesta delle “pentole vuote”, simbolo delle difficoltà delle persone e delle famiglie che faticano a soddisfare i bisogni essenziali, come mettere insieme quotidianamente il pranzo con la cena. «Scenderemo in piazza il 10 giugno per dire basta ai rialzi dei prezzi e per riempire la pentola delle famiglie, sottoposte a difficoltà di ogni genere: bollette, trasporti, cure mediche, non ultima la spesa», dice Carla de Ciampis, responsabile Federcasalinghe Napoli. A promuovere la protesta le associazioni dei consumatori preoccupate della «crescita delle disuguaglianze, della povertà energetica e di quella alimentare». Più di un quarto delle famiglie si trova già in grave difficoltà e sta riducendo, fino anche a privarsene, consumi essenziali come quelli alimentari, sanitari e di cura della persona, sostengono gli organismi dei consumatori. L’inflazione nel 2022 ha già raggiunto il 6,5 per cento, come non accadeva dai primi anni ’90, e il previsto rialzo dei tassi d’interesse porterà all’aumento anche delle rate di mutui e prestiti. «I rincari a cui stiamo assistendo - spiega Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania - hanno avuto finora solo timide reazioni del Governo, che si è limitato a misure di carattere emergenziale e temporaneo, ma rinviando i provvedimenti di carattere strutturale che da tempo rivendichiamo per arginare una crisi e le speculazioni che si prospettano non di breve periodo». Ai prefetti, dice Eleonora Iocco, presidente di Adiconsum Campania, le associazioni presenteranno una proposta di interventi «al fine di calmierare i prezzi e combattere la speculazione», e «chiederanno al Governo di includere i rappresentanti dei consumatori tra le parti sociali per confrontarsi sul contrasto alla povertà energetica, sul sostegno alle famiglie e ai soggetti più fragili, sulla determinazione e sorveglianza dei prezzi, nonché sui carichi fiscali». Le associazioni, dunque, non sono disposte a pagare il conto senza neanche fiatare. Sono decise e determinate a porre sul tavolo dell’agenda politica proposte e rivendicazioni avanzate su cui non intendono andare indietro, allargando il fronte sociale che chiede ascolto a politica e istituzioni troppo chiuse in se stesse. Queste alcune delle proposte: liberalizzazione del prezzo dell’energia (elettricità, gas e carburanti) dalle speculazioni e dalla volatilità dei mercati, introducendo un criterio di calcolo dei prezzi coerente con costi di produzione delle diverse fonti energetiche; la non applicabilità dell’Iva sulle accise sui carburanti e contingentarne il carico fiscale alla media europea; avvio della riforma complessiva degli oneri generali di sistema obsoleti che gravano in bolletta; sospensione dei distacchi di energia elettrica e gas, ampliando e migliorando gli accordi per la rateizzazione lunga delle bollette, anche tramite la creazione di una specifica garanzia creditizia pubblica; definizione della casistica di morosità incolpevole, allargandola alle difficoltà sopravvenute per i nuclei familiari anche ai fini dell’accesso al bonus sociale; un Fondo di sostegno per le fasce meno abbienti per la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica degli immobili, anche ai fini dello sviluppo delle energie rinnovabili e del contenimento dei consumi energetici, e per istituire uno specifico intervento di contrasto della povertà energetica. Infine, l’istituzione di un Albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia, da accreditare in base a requisiti di solidità patrimoniale e garanzie finanziarie e adozione di una politica degli acquisti di gas ed energia coordinata e gestita a livello europeo, per approvvigionamenti più vantaggiosi ed equi per tutti gli Stati membri.
In foto: _ Carla de Ciampis __ Giovanni Berritto __ Eleonora Iocco
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