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La tragedia di Capodanno

Strage di ragazzi a Crans-Montana: 47 morti, 100 feriti in condizioni critiche, 6 italiani dispersi

Il bilancio provvisorio dell'incendio avvenuto nel locale Le Constellation in Svizzera la notte di Capodanno. Tajani: «5 non identificati tra i feriti, speriamo italiani siano tra loro»

Strage di ragazzi a Crans-Montana: 47 morti, 100 feriti in condizioni critiche, 6 italiani dispersi

Almeno 47 morti, oltre 100 feriti. E' strage di ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera, dove la festa di Capodanno si è trasformata in un inferno di fuoco nel devastante incendio all’interno del bar Le Constellation. Un bilancio "terribile", ha detto stamani ai microfoni di Rtl France il consigliere di Stato responsabile della sicurezza locale Stéphane Ganzer, che ha segnalato "tra gli 80 e i 100" feriti in "condizioni di estrema emergenza. Si tratta di un bilancio non definitivo poiché sappiamo che quando ustioni di terzo grado interessano circa il 15% della superficie corporea, nelle ore e nei giorni successivi sussiste il rischio di morte poiché la sepsi può diffondersi in tutto l'organismo".

Le Constellation' di Crans-Montana era noto per essere l'unico bar nella zona che consentiva l'ingresso ai minorenni, ha intanto dichiarato a Sky News la proprietaria di un negozio che si trova a 150 metri dal locale.

Mentre le autorità hanno escluso il dolo e si indaga sul rispetto delle norme di sicurezza e la presenza di uscite di emergenza, alcuni video girati dai sopravvissuti all'interno del locale la notte della tragedia sembrano fare intanto ulteriore chiarezza sull'origine del rogo nel quale sono rimasti gravemente feriti anche 13 ragazzi italiani, mentre altri 6 risultano tuttora dispersi.

Gli italiani feriti e dispersi

Sono 19, in base alle informazioni disponibili finora, gli italiani coinvolti nell'incendio. Di questi sei sono ufficialmente dispersi, cioè sul loro conto non è disponibile al momento alcuna informazione. E' il quadro fornito dal Ministero degli Esteri, in una nota.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intanto giunto oggi a Crans-Montana per visitare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nell'incendio e per portare la solidarietà del Governo italiano. Il quadro degli italiani coinvolti nella sciagura conferma in totale 19 segnalazioni, così suddivise: tre pazienti trasferiti in Italia all'ospedale Niguarda di Milano; dieci ospedalizzati (di due non c'è certezza né sulle condizioni né sull'ospedale: si attendono notizie dalle autorità svizzere); ⁠sei dispersi sui quali tuttora "non sono disponibili informazioni di nessun tipo".

"Già tre ragazzi sono ricoverati al Niguarda di Milano e un altro dovrebbe arrivare oggi", ha riferito il ministro. "Ieri ho parlato con il presidente della Repubblica - ha aggiunto - ha ringraziato l'Italia per le azioni di solidarietà, perché non soltanto abbiamo messo a disposizione posti gli ospedali italiani, ma abbiamo messo a disposizione, in tutta Italia, grazie alla Protezione civile, all'impegno delle Regioni, posti letto in terapie intensive per lesionati gravi".

"Già ieri mattina - ha aggiunto - c'era un elicottero della Protezione civile della Val d'Aosta, con personale medico a bordo. Sono arrivati anche gli psicologi dalla Val d'Aosta, per aiutare le famiglie". Anche il personale diplomatico italiano del consolato di Ginevra e dell'ambasciata di Berna, ha aggiunto Tajani, è al lavoro sul posto, per cercare di fornire informazioni alle famiglie dei feriti e dei dispersi. "L'ambasciatore e il console generale entrambi sono qui sono con me. Ora siamo cercando di avere notizie più certe, poi incontrerò i familiari degli italiani. Ho parlato anche stamane con alcuni familiari, purtroppo non abbiamo notizie" ulteriori finora, ha concluso.

Tajani: "5 non identificati tra i feriti, speriamo italiani siano tra loro"

Tra i feriti ricoverati in ospedale in seguito al rogo ci sono cinque persone non identificate, "quattro ragazzi e una ragazza", ha detto poi il ministro degli Esteri, in collegamento da Sion.

"Ci sono tra i feriti cinque non identificati: si tratta di quattro ragazzi e di una ragazza", ha spiegato. "Speriamo che gli italiani possano essere tra i feriti non identificati, ma questo non lo sappiamo. Siamo pronti ad ogni evenienza e a sostenere le famiglie in ogni modo, sperando che le cose vadano per il verso giusto", ha aggiunto.

Feriti trasferiti al Niguarda di Milano, il punto

''Sono 13 gli italiani feriti: tre sono stati portati via ieri, cinque sono stati portati via oggi mentre gli altri cinque saranno trasferiti nei prossimi giorni, appena le condizioni consentiranno il loro trasporto. Alcuni sono talmente critici che non possono essere spostati al momento'', ha detto all'Adnkronos il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano parlando dell'intervento dei team italiani a Crans-Montana. ''In più l'Italia ha dato la disponibilità a livello internazionale per trasferire anche pazienti che non siano italiani verso i paesi di provenienza'', ha aggiunto.

"Abbiamo ricoverato da ieri sera tre ragazzi, una giovane quasi 30enne e gli altri sono 2 ragazzini 15enni. Oggi stiamo organizzando tutto il trasbordo dei giovani ospiti italiani che sono ricoverati nei vari ospedali della Svizzera. La parte significativa di questa iniziativa è stata aver inviato questo gruppo di nostri tecnici che è partito ieri sera, tutti esperti in problematiche di ustioni dell'ospedale Niguarda che hanno girato i vari ospedali in Svizzera. Questa mattina abbiamo avuto le cartelle cliniche di tutti i ricoverati negli ospedali e questo ci ha permesso di stabilire i pazienti che possono essere trasportati con elicottero e di identificare quelli che al momento per le grandi ustioni non possono essere trasferiti a Milano. Oggi dovremmo riuscire a trasferire nel nostro ospedale 4 dei giovani che sono ancora feriti, il primo dovrebbe essere in arrivo questo mattina è un ragazzo di 15 anni che arriva dall'ospedale di Berna. L'elicottero è a Berna ma abbiamo problemi di meteo perché c'è nebbia e quindi l'attravesamento delle Alpi è problematico. Quando il meteo lo permetterà arriverà qui, spero entro la mattinata". Così l'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, nel punto stampa all’ospedale Niguarda per fare un aggiornamento sullo stato di salute dei pazienti italiani.

"Riconoscimento vittime difficile"

Ancora in corso intanto l'identificazione dei corpi, ha intanto dichiarato stamani un portavoce della polizia svizzera: il lavoro potrebbe protrarsi per giorni, ha spiegato a Keystone-Ats, un lavoro molto difficile dato l'elevato numero di vittime.

L'attenzione al momento è rivolta alle famiglie. "Vogliamo procedere il più rapidamente possibile", ha continuato il portavoce, affinché l'attesa per queste persone finisca al più presto possibile. Nel frattempo, le autorità sono in stretto contatto con i famigliari che ricevono assistenza psicologica.

Intervistato dalla radio svizzera Rts, anche il consigliere di Stato Mathias Reynard ha sottolineato che l'identificazione delle vittime richiederà ancora tempo, mentre la situazione negli ospedali rimane molto tesa. "Diverse persone che erano in ferie sono venute a lavorare per aiutare i colleghi", ha osservato, ringraziando "cittadini e giovani che hanno salvato vite umane". Reynard non ha voluto fornire ulteriori dettagli sulle cause della tragedia.

Intanto la Francia, su richiesta della Svizzera, accoglierà altri otto feriti oltre ai tre pazienti già ricoverati in ospedali francesi, ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri su Bfmtv. Ci sono state richieste "riguardo posti letto per ricoveri pediatrici - ha detto il portavoce Pascal Confavreux -. Stiamo valutando come accoglierli nei nostri ospedali".

Il brindisi, le candele, il flashover e il nodo sicurezza

Così come sembrano raccontare le immagini immortalate nei video immediatamente precedenti alla strage, anche testimoni hanno riferito che le fiamme si sarebbero propagate in pochi secondi, dopo che una delle candeline scintillanti applicate sulle bottiglie di champagne durante un brindisi ha toccato il soffitto del locale, rivestito in materiale fonoassorbente altamente infiammabile, dando luogo alla prima fiammata che si è poi rapidamente propagata.

Le autorità svizzere hanno parlato di un possibile flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui un incendio localizzato si trasforma improvvisamente in un rogo generalizzato, con temperature altissime e accensioni simultanee dei materiali presenti. In queste condizioni, la sopravvivenza è quasi impossibile e il rischio resta elevato anche per i soccorritori. Le vie di fuga limitate nel seminterrato - dove si è consumata la strage - avrebbero quindi fatto il resto, ostacolando l’evacuazione durante la fuga dei giovanissimi.

Restano quindi da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione.

Le Constellation, noto punto di riferimento per l’après-ski e la vita notturna, secondo recensioni online presentava criticità proprio sul piano della sicurezza: una sola via di accesso e fuga nel seminterrato e un arredamento con molti elementi in legno, che avrebbe favorito la rapida propagazione delle fiamme.

Il racconto dei testimoni

''Sembrava un film dell'orrore''. Così un testimone, Adrien, ha descritto quello che ha visto dall'esterno del locale: "Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso" uscire dal bar Le Constellation, ha raccontato a Bfmtv.

"Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro", ha continuato parlando di "genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli" e "sembrava un film dell'orrore".

"In pochi secondi, l'intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme", le parole di Emma e Albane che si trovavano all'interno del locale quando è scoppiato l'incendio e hanno visto il soffitto "in legno" prendere fuoco. "Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo", hanno raccontato descrivendo ''il panico più totale". Cadute durante la calca, hanno raccontato che "qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente" e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti.

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