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Tragedia sul lavoro

Ex Ilva Taranto, operaio cade dall'alto e muore durante controllo

La tragedia nel reparto acciaieria 2. Sciopero 24 ore in tutti gli stabilimenti gruppo

Ex Ilva Taranto, operaio cade dall'alto e muore durante controllo

Un operaio, dipendente diretto, è morto questa mattina nel reparto Acciaieria 2 della ex Ilva di Taranto. Sarebbe precipitato dall'alto, dal 5° al 4° piano, durante un controllo.

Claudio Salamida aveva 46 anni. Nato ad Alberobello, risiedeva a Putignano, in provincia di Bari. Era impegnato nei controlli su alcune valvole del convertitore 3 dell'Acciaieria 2, reparto rimasto chiuso fino a 15 giorni fa per lavori di manutenzione. Salamida lascia una moglie e un figlio piccolo.

Sciopero 24 ore in tutti gli stabilimenti gruppo

Dopo la tragedia, è stato proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil uno sciopero immediato di 24 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva, Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, "con articolazioni territoriali". L'agitazione parte da subito. "In attesa di conoscere la dinamica, tutti i lavoratori dell'ex Ilva e del mondo metalmeccanico, si stringono intorno alla famiglia del lavoratore", spiegano i sindacati dei metalmeccanici.

A quanto si apprende, a provocare la morte del dipendente di Acciaierie d'Italia, addetto al controllo delle valvole dell'acciaieria 2, il crollo della griglia del pavimento che ne ha provocato la caduta dal 5 al 4 piano. Inutili le operazioni di rianimazione.

A scioperare anche lo stabilimento di Genova Cornigliano, dove la protesta scatterà alle 13 e proseguirà per 24 ore.

“Il mio cordoglio più sincero va alla famiglia del lavoratore e a tutti i colleghi che in queste ore piangono la morte di Claudio Salamida. Il dolore merita tutto il nostro rispetto e lo sciopero annunciato dai sindacati è sacrosanto", ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro che ha aggiunto: "Ma il cordoglio non basta. Chiedo con forza che si metta immediatamente in campo un piano straordinario di manutenzione e risanamento che garantisca la sicurezza di tutti i lavoratori e avvii con decisione il percorso di decarbonizzazione. In queste condizioni l’acciaieria non ha futuro". "Oggi, davanti all'ennesima tragedia - ha continuato Decaro - ogni parola rischia di essere superflua. Chi deve indagare lo farà e fin da ora esprimo massima fiducia negli inquirenti. Ma non possiamo derubricare quanto accaduto a un caso isolato. Chiediamo al Governo un intervento immediato, affinché si faccia piena chiarezza sulle condizioni di sicurezza del lavoro e venga data una risposta chiara sul futuro delle acciaierie, che non può prescindere dalla messa in sicurezza degli impianti e dalla tutela dei lavoratori. Così non è più possibile andare avanti”.

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