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CASTELLAMMARE DI STABIA

Il sindaco Vicinanza: "Resto e non mi dimetto, il Pd non me lo ha chiesto. Se me lo chiedesse... discutiamone"

Assemblea pubblica. L'accusa del primo cittadino: "La città va liberata dalla pluriennale cappa criminale e dei poteri trasversali dalla destra alla sinistra"

Il sindaco Vicinanza: "Resto e non mi dimetto, il Pd non me lo ha chiesto. Se me lo chiedesse... discutiamone"

Luigi Vicinanza parla ai cittadini nel Supercinema di Castellammare di Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA. Un grande applauso ha accolto nel Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia il sindaco Luigi Vicinanza, che ha convocato un incontro con la cittadinanza per raccontare pubblicamente la situazione politica della città che, per conflitti interni del centro-sinistra, alimentati da inchieste su presunte infiltrazioni della camorra, ha suscitato una crisi e tanti dubbi politici, incertezze sul futuro dell’attuale amministrazione comunale. Una voce sempre più insistente dava questa sera per dimissionario il sindaco Vicinanza che, ai giornalisti, ha anticipato che resterà al suo posto.

«Hanno provato a delegittimarmi - ha esordito dal palco Vicinanza -, a screditarmi davanti alla mia città. Ma non è questo il giorno!». E non ha risparmiato stoccate alle "opposizioni interne" alla sua stessa maggioranza: «Castellammare va liberata da una pluridecennale cappa che la paralizza e che è quella della criminalità e dei poteri trasversali dalla destra alla sinistra».

Ancora una volta, Vicinanza ha espresso il proprio amore per Castellammare di Stabia che ha definito «città baricentro e porta della costiera sorrentina, un insieme di contraddizioni e di potenzialità, laboratorio - come sempre è stato - di energie politiche positive». Oltre 600 i cittadini che hanno riempito fino all’esterno le sale del Supercinema. «Quando giurai sulla fascia tricolore, dissi che sarei stato il sindaco di tutti, anche di chi non mi aveva votato. Di tutti. Tranne dei camorristi» ha urlato dal palco.

In sala presenti delegazioni di sindacati, commercianti, boy scout, rappresentanti di associazioni civiche. «Siamo animati da spirito collaborativo con chi si vuole liberare di ciò che paralizza in modo pluridecennale questa città e diamo piena disponibilità alle procure. Che venga la Commissione d'accesso. Io non scappo. Io resto al mio posto». E a coloro che dal pubblico hanno urlato: "Non mollare" ha risposto: «Io resto, finché la città mi chiede di restare».

Poi ha concluso citando Kant: «Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me».

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