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Milano
27 Gennaio 2026 - 10:55
Ha sparato da una trentina di metri di distanza il poliziotto, indagato per l’omicidio di Adberrahim Mansouri, il 28enne marocchino colpito alla testa e ucciso da un proiettile ieri in via Impastato a Milano.
La versione dell'agente indagato e del collega con lui
"Lui ha estratto l'arma e ha mirato, io ho preso la pistola e ho sparato puntando alla sagoma", è il racconto che emerge dall'interrogatorio, videoregistrato, del poliziotto. Sul terreno è rimasto un solo bossolo sparato dalla pistola di ordinanza, ora sequestrata. Poco distante è stata anche sequestrata dalla Scientifica la pistola a salve che la vittima, già nota alle forze dell'ordine, avrebbe impugnato: è simile a una replica delle armi in dotazione alle forze dell'ordine.
Sul corpo del 28enne è stata disposta l'autopsia che sarà eseguita dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo all'istituto di Medicina legale di Milano. Saranno svolti anche tutti gli accertamenti balistici per capire la dinamica e la traiettoria del proiettile sparato a circa venti metri dalla sagoma del giovane morto.
L’agente - di circa quarant’anni, con un’esperienza di una ventina in polizia e da tempo in forze al commissariato Mecenate - era impegnato in un servizio antidroga di routine nella zona, da anni nota per problemi di degrado e spaccio. Un dispositivo ‘leggero’, composto da quattro agenti in borghese della squadra investigativa e due colleghi della volante in divisa a supporto.
La pattuglia ha imboccato la lunga strada sterrata che costeggia da una parte la tangenziale e dall’altra i binari del treno, puntando al gazebo in fondo. A gestirlo c’è un 28enne del Bangladesh, irregolare in Italia e con precedenti. Gli agenti lo hanno bloccato e hanno proceduto all’arresto per spaccio (l’uomo è anche indagato per resistenza). È allora che, da una distanza di circa 50 metri, avrebbero visto spuntare una sagoma. L’agente indagato e uno dei colleghi si sono staccati dagli altri e gli sono andati incontro.
A quanto pare entrambi - hanno riferito ieri sera, uno interrogato e l’altro sentito dal pm Giovanni Tarzia - si sono qualificati e gli hanno intimato di fermarsi. Mansouri, all'"Alt, polizia" anziché scappare ha estratto una pistola, risultata poi una riproduzione di una Beretta calibro 92. In una frazione di secondo il poliziotto ha reagito, estratto l’arma di ordinanza e sparato un unico colpo da una distanza di circa trenta metri. Il proiettile ha colpito il 28enne alla testa, uccidendolo. Nella zona non ci sono telecamere che possano confermare la versione fornita dal poliziotto indagato e dal collega che era con lui. Distanti gli altri poliziotti del commissariato impegnati nel servizio, non sono ancora stati sentiti dal pm.
Il legale dell'agente indagato: "Ha almeno vent’anni di servizio ma ieri si è spaventato"
“Comunque ha tolto una vita. È ancora rintronato”, afferma all'Adnkronos Pietro Porcini, legale del poliziotto della squadra investigativa del commissariato Mecenate che ieri ha ucciso il ragazzo. L'agente che ha sparato “ha almeno vent’anni di servizio”, ma ieri sera quando “si è visto puntare l’arma contro, si è spaventato”, dice il difensore. A quanto ha riferito l'indagato, mentre la pattuglia era impegnata in un servizio anti-droga nella zona nota per lo spaccio, il 28enne si è avvicinato puntando una pistola, poi risultata una riproduzione a salve. Una versione che dovrà trovare conferme nel racconto degli altri tre colleghi in borghese impegnati nel servizio anti-spaccio, sia sentiti ieri sera dal pm, e in eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza. “Speriamo ci siano”, dice il legale. Il suo assistito, in servizio in abiti civili, non era dotato di bodycam.
La linea difensiva è impostata sulla legittima difesa: "Se non è in questo caso, è difficile trovarlo: uno si trova una pistola puntata contro, non so cosa posso fare". Sul fatto che l'arma fosse a salve, l'avvocato risponde: "Uno non può sapere che fosse a salve". A quanto riferisce l'avvocato Porciani, "addosso al 28enne defunto sono stati trovati vari tipi di stupefacente".
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