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Il processo
14 Febbraio 2026 - 18:31
L'avvocato Dario Vannetiello
Il 19 febbraio innanzi alla Suprema Corte di cassazione si terrà l’udienza finalizzata a stabilire se nella città di Roma opera un gruppo criminale di stampo mafioso guidato da Michele Senese soprannominato “ ‘o pazzo” e di cui fanno anche parte i più stretti familiari.
Il ritenuto boss fu condannato in data 15.01.25 ad anni undici di reclusione dalla Corte di appello di Roma per un serie di delitti di autoriciclaggio nonché di usura ai danni di imprenditori, reati tutti che sono stati ritenuti aggravati dall’aver agevolato il clan Senese.
Sei collaboratori di giustizia ritengono che l’oramai quasi settantenne Michele Senese, con precedenti per reati gravissimi tra cui omicidi, dopo aver vissuto decenni di criminalità in Campania da protagonista, da oltre un quarto di secolo primeggia sotto il profilo delinquenziale nella capitale.
Le intercettazioni svolte in carcere durante i colloqui con i familiari secondo contribuirebbero a dimostrare la esistenza del clan Senese, mai sino ad ora affermato nonostante la pluralità di inchieste svolte.
Qualora la Cassazione confermi che i reati commessi all’interno del procedimento e verificatesi nel biennio 2017-2018 siano stati realizzati per agevolare il clan Senese si aprirebbero le porte del carcere per più stretti familiari del boss.
In vista della decisione di estrema rilevanza che deve assumere la Suprema Corte, Senese ha rafforzato la difesa nominando l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, specializzato nei ricorsi per cassazione, confermando la nomina all’avvocato Valerio Spigarelli che lo ha difeso in precedenza.
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