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La protesta
24 Febbraio 2026 - 19:57
«Chiediamo rispetto per la nostra professione, per il giornalismo, per l’informazione. Sono 10 anni che a questa professione manca il contratto principale firmato con gli editori della Fieg. I nostri stipendi hanno subito un’erosione del 20%, e non ci può essere una buona informazione se non ci sono giornalisti ben pagati». Così la segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) Alessandra Costante, che oggi a Sanremo, nel giorno del debutto del festival, guida il flash mob dei giornalisti che chiedono un adeguamento del contratto.
«Anche per quanto riguarda i collaboratori, i freelance, le partite Iva, la situazione è drammatica -sottolinea Costante-. Gli editori non vogliono contrattare un equo compenso, si sono presentati al tavolo con una proposta di apertura inferiore a quella del 2014 già bocciata dal Consiglio di Stato. Per questo vogliamo che si cambi musica, siamo venuti a Sanremo per chiederlo».
Tra le misure in programma per attuare la protesta ci sono «sicuramente due giorni di sciopero tra marzo e aprile - anticipa il segretario Fnsi- Stiamo stabilendo le date, per noi è importante fare uno sciopero unendo tutte le forze, carta stampata, televisione, e altro. Dobbiamo cercare delle date che vadano bene a tutti».
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