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Il caso
17 Marzo 2026 - 14:45
Nathan Trevallion e Catherine Birmingham
Sono arrivati a L'Aquila gli ispettori incaricati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per esaminare gli atti e analizzare la vicenda relativa alla cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli (Ch). I tre ispettori, due uomini e una donna, sono giunti al Tribunale per i Minorenni intorno alle 9.30. La loro presenza ha portato al rinvio della udienze in programma per oggi. All'esterno della struttura iniziativa del sindacato di polizia penitenziaria in favore dei magistrati.
Il ricorso
È stato depositato ieri in Corte d'Appello dell'Aquila il ricorso presentato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas contro il provvedimento del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila che ha disposto l'allontanamento dei bambini dalla casa famiglia di Vasto (Chieti), dove si trovano dal 20 novembre scorso, quando furono sottratti ai genitori, ai quali è stata revocata la responsabilità genitoriale. Nel ricorso è stata allegata anche la relazione degli psicologi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti che, dopo aver analizzato la complessa vicenda, concludono come, nell'interesse dei minori, sia necessario procedere alla riunificazione del nucleo familiare. Una valutazione che coincide con quella espressa anche dagli esperti incaricati dalla famiglia Trevallion.
"L'allontanamento dal contesto familiare è stato fortemente traumatico", dichiara all’Adnkronos il perito della famiglia e psichiatra Tonino Cantelmi. "Nel ricorso - aggiunge - viene evidenziato che tutte le criticità segnalate nel tempo dai giudici sono state affrontate, risolte e superate e che, pertanto, non sussistono più motivi per mantenere separati i bambini dai loro genitori".
"Basta scontri di ogni genere, è necessario tornare ad un dialogo costruttivo per il benessere dei bambini", sottolinea Cantelmi. La vicenda, fin dall'inizio, è stata segnata da "contrapposizioni molto forti, anche sul piano istituzionale, oltre che da querele, esposti e controquerele". "In tutto questo - conclude - l'obiettivo deve restare uno solo, e che sia chiaro, ossia che i tre bimbi stiano bene".
La Russa: "Provvedimento giudici incomprensibile"
"I giudici del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila hanno inventato il reato di speranza. Contestano a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé", dice in un'intervista al quotidiano abruzzese 'Il Centro' il presidente del Senato, Ignazio La Russa. "Il mio invito in Senato" ai genitori dei bambini "non c'entra niente con il referendum", sottolinea La Russa. "Non avevo fatto alcun annuncio proprio perché questo mercoledì non ero in condizioni di poter essere a Roma. E' vero che mi era stato prospettato anche questo mercoledì, ma la cosa è sganciata dal referendum, perché io questo incontro l'avevo promosso da tempo. Quello che mi ha stupito è questa agitazione, per usare un termine molto moderato, di alcuni politici. Una reazione non rabbiosa, la chiamerei impaurita".
Quanto al provvedimento del Tribunale dei Minorenni, dice La Russa, "mi ha lasciato interdetto". "Sapete perché questo provvedimento è sbagliato? Hanno separato i bimbi dalla madre, dicendo che lei era incompatibile. Del padre, invece, parlano benissimo. A questo punto, mi chiedo: perché non affidarli fin da subito al padre, visto che con lui, per stessa ammissione dei giudici, i bambini hanno un rapporto bellissimo? Trovo incomprensibile questo provvedimento". Per il presidente del Senato "spesso si parla di obbligo di condizioni di vita serene. Ma non mi pare siano mai stati sottratti i figli a immigrati costretti a vivere in case fatiscenti, per non parlare poi dei rom. Quindi sì, nel caso di Palmoli mi è sembrata quasi una scelta di ordine ideologico, prima che in favore dei figli. Per questo mi sono subito speso. E la stessa cosa dirò mercoledi prossimo a questi genitori, voglio praticare anche verso di loro una moral suasion, affinché possano cercare di essere il più accomodanti possibile pur di riavere i bambini".
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