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15 Dicembre 2019 - 21:03
Uno studio coordinato da Antonio Giordano rileva l’alto tasso di metalli pesanti nei pazienti dell’area
NAPOLI. Dramma rifiuti e dramma salute. La terribile terra dei fuochi diventata un “simbolo” in negativo nel mondo di un territorio sventrato dal malaffare criminale e politico, una vasta area di territorio ad uso e consumo di gigantesca discarica “occulta” che accoglie scarti pericolosi, bombe chimiche e chissà quanto ancora. Ora c’è una conferma del legame tra l’illecita gestione dei rifiuti nella Terra dei fuochi e lo sviluppo di tumori in quelle aree. Ricercatori italiani hanno evidenziato concentrazioni elevate e fuori norma di metalli pesanti come cadmio e mercurio nel sangue di pazienti oncologici residenti nella Terra dei fuochi, rispetto alle concentrazioni nel sangue di individui sani. Pubblicato sul Journal of Cellular Physiology, l’allarmante risultato è frutto di uno studio pilota coordinato dal professore Antonio Giordano (nella foto), scienziato napoletano, direttore dell’Istituto Sbarro di Ricerca sul Cancro della Temple University a Philadelphia e docente dell’Università di Siena e condotto da Iris Maria Forte dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale Crom Mercogliano. «Le nostre osservazioni, anche se preliminari, confermano alcuni studi precedenti in cui il livello di metalli tossici nel sangue dei pazienti oncologici in alcuni comuni della Terra dei fuochi è del tutto fuori norma - rileva Giordano - Il legame causale tra sviluppo tumorale ed esposizione a questi metalli è un fatto noto da tempo, il superamento costante dei limiti di legge anche nel piccolo numero di individui esaminati nel nostro studio è un fatto di per sé allarmante, che quindi richiede l’immediata estensione dell’analisi ad una popolazione più ampia, così da avere una rappresentazione accurata sul fronte epidemiologico». Gli esperti hanno confrontato le concentrazioni del sangue medie di metalli come cadmio, mercurio, arsenico e piombo, di 10 pazienti oncologici di Giugliano con tumori divario genere, con quelle di 27 soggetti sani di controllo e 85 pazienti oncologici di altre aree di residenza. «Le nostre analisi - continua Giordano - hanno mostrato che nei pazienti di Giugliano, i livelli ematici di Cadmio e Mercurio, così come quelli dei metalli generali, erano statisticamente più alti rispetto ai controlli sani. Considerando che i metalli pesanti possono essere rilasciati nell’ambiente a causa di un’errata gestione dei rifiuti e dato che Giugliano è noto per avere molti siti illegali di smaltimento dei rifiuti - sottolinea Giordano - i nostri dati potrebbero fornire un ulteriore supporto alla possibile associazione tra esposizione a rifiuti pericolosi e aumento del rischio di sviluppo del cancro». Questo studio, conclude, «dimostra che il tasso di mortalità per tumore (in particolare polmonari, pleurici, vescicali, della laringe, del fegato e del cervello) tra i cittadini di Giugliano era superiore a quello riportato per la regione Campania».
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