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07 Marzo 2024 - 10:13
ROMA. «Abbiamo fatto il nostro dovere». Il giorno dopo il rinvio a giudizio da parte della Corte dei Conti per danno erariale a causa dell’utilizzo delle smart card regionali per certificare le vaccinazioni anti-Covid-19, Vincenzo De Luca (a sinistra nella foto con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi) ostenta sicurezza. Il governatore campano invita la magistratura contabile ad andare avanti «con grande tranquillità e serenità».
«TUTTI PARLANO MA PAGA SOLO LA REGIONE». De Luca è sicuro che finirà tutto in una bolla di sapone. Intanto, però, lancia una frecciata agli altri enti, a cominciare dal Comune di Napoli: «Tutto quello che si realizza merita un apprezzamento, chiarendo però sempre chi paga. La storia di questi anni è molto semplice: tutti parlano, ma paga solo la Regione Campania, e questa storia non va bene», dice il presidente campano.
«SOLO IO COMBATTO PER FAR ARRIVARE I SOLDI A NAPOLI». E quando, a margine dell’incontro con giocatori e staff del Napoli Basket fresco vincitore della Coppa Italia, gli viene chiesto di una possibile intesa con il Comune di Napoli per la realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport, lui replica richiamando le polemiche che in questi giorni lo stanno contrapponendo al Governo sul tema dei fondi europei di sviluppo e coesione: «Tutti quanti chiedono soldi, ma in questo momento c’è soltanto uno che sta combattendo per farli arrivare a Napoli e in Campania, e sono io».
MANFREDI TORNA A MARCARE LA DISTANZA. Parole che sembrano indirizzate a Gaetano Manfredi, visto che ancora ieri il sindaco di Napoli è tornato a marcare la sua distanza dallo scontro feroce in atto tra Regione e Governo nazionale: «Noi dobbiamo lavorare per fare le cose. Ogni istituzione deve dialogare con l’altra». Manfredi ha ricordato che a Napoli «ai tempi di Bassolino c’era un Governo di segno opposto e c’è stato un dialogo importante. Noi dobbiamo pensare al bene dei cittadini e della città, non al nostro». Tornando sulla vicenda della card vaccinale, il presidente della Campania ribadisce quello che sul punto sostiene da tempo: «Le card hanno anticipato di mesi le decisioni prese poi dal Governo nazionale, sono servite anche per servizi sanitari e di trasporto pubblico oltre a certificare le vaccinazioni».
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