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06 Novembre 2025 - 08:34
NAPOLI. «Cosa pensa Fico di dieci anni di centrosinistra alla guida della Campania che hanno portato servizi primari ridotti a zero, sanità e welfare completamente dimenticati? Mi sorprendo di come possa ancora candidarsi chiunque abbia gestito la nostra Regione preferendo una politica clientelare al bene dei campani». A dirlo Edmondo Cirielli, candidato presidente della Regione Campania per il centrodestra. «I risultati del rapporto Welfare Italia Index 2025 sono chiari: la Campania è fanalino di coda rispetto alle altre regioni d’Italia. Abbiamo il dovere di supportare il terzo settore attraverso il progetto “Campania che si prende cura”. Si tratta di un’iniziativa volta a finanziare progetti che generano inclusione, lavoro e coesione: dall’assistenza ai fragili alla rinascita dei beni comuni. Vogliamo una Campania che non lasci nessuno indietro trasformando il volontariato, la famiglia e la comunità, gli enti del terzo settore in una vera infrastruttura sociale del futuro» sottolinea il viceministro agli Affari esteri.
E ancora: «Con trasparenza, rispetto e concretezza costruiremo insieme una Regione più solidale e più umana. La mia principale preoccupazione è quella di esserci per l’altro. Welfare significa supporto, impegno. Significa occupazione e rinascita. La vera rivoluzione sta nel dare a tutti i campani uguali diritti, dai bambini agli anziani. Creare percorsi per soggetti svantaggiati non aiuta una sola persona alla volta ma include l’intero nucleo familiare, il quartiere, la comunità dove vive e lavora». Il tutto mentre in un’intervista al Quotidiano Nazionale Cirielli sottolinea che lo slogan “Rialziamoci per tornare grandi” «si riferisce alla Campania, una regione che senza scomodare la Magna Grecia ha una storia di successi, dall'industria alla cucina. Possiamo tornare ad essere quello che siamo sempre stati. Naturalmente, rialzandoci dal disastroso stato attuale».
E il rilancio della Campania, secondo l’esponente del centodestra, passa attraverso «i fondi che l’amministrazione di sinistra è stata incapace di utilizzare: finora è stato impegnato solo il 30% del Fondo sociale europeo, il 16% del Fondo europeo di sviluppo regionale e il 14% dei Fondi di coesione. Nel programma indico quattro punti sanità, sicurezza, lavoro e ambiente, che è interconnesso con le infrastrutture per i quali l’uso di questi soldi può cambiare il volto della Campania Temi come la sanità o il lavoro sono concreti e superano il “politichese” destra-sinistra».
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