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Giunta, è polemica sulle nomine

Centrodestra all'attacco per il “caso” Cuomo: legge non rispettata. L’area dell’ex sindaco: seguita la normativa

Giunta, è polemica sulle nomine

NAPOLI. Nemmeno il tempo di formalizzare la nuova Giunta che già si scatenano le polemiche. Il centrodestra va all’attacco del governatore Roberto Fico, che lunedì ha convocato gli assessori per un primo incontro informale e, anche se non c’è ancora conferma, per la presentazione alla stampa, e del Partito democratico. Oggetto del contendere: la nomina ad assessore del sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, che il 31 dicembre alle 13,03 aveva formalizzato le proprie dimissioni dalla carica di primo cittadino comunicando la rinuncia alla facoltà di ritirarle prima dei venti giorni previsti dall’articolo 53 comma 3 trascorsi i quali diventano efficaci.

In pratica, così facendo si “sanava’ di fatto la situazione anticipando la propria decisione di non tornare indietro rendendo superfluo attendere il termine di venti giorni. Ma la Prefettura, chiamata a nominare il commissario, ha inoltrato al Comune di Portici una nota nella quale ha spiegato che il ministero dell’Interno, con missiva di ieri, ha confermato che le dimissioni dalla carica di sindaco diventano efficaci e irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione. Ma da ambienti vicini a Cuomo filtra anche che l’articolo 68 del Testo unico sugli enti locali prevede che, nei casi di incompatibilità, le funzioni debbano cessare entro dieci giorni dalla nuova nomina: siccome la norma nazionale prevale sullo Statuto della Regione Campania, è il ragionamento, Cuomo avrebbe potuto presentare le dimissioni da sindaco addirittura entro dieci giorni dal conferimento dell’incarico da assessore. Insomma, Cuomo, secondo la posizione del ministero, entrerebbe nel pieno delle nuove funzioni dal 20 gennaio.

E il centrodestra va all’attacco: «La giunta regionale campana, oltre a nascere tra faide, spartizioni e parentele, nasce anche con una nomina nulla dice in una nota il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri, -. Come ha rilevato la prefettura di Napoli in maniera opportuna, il sindaco di Portici Cuomo, che peraltro conosco e stimo, non poteva dimettersi dall’incarico di primo cittadino per assumere quello di assessore regionale, rinunciando all’insopprimibile termine di venti giorni prima del quale le dimissioni di un sindaco non diventano operative. Non mi meraviglia che Fico non conosca le leggi, come il suo staff, ma piuttosto l’errore di Cuomo, che saprà correggerlo con comportamenti conformi alla legge». Netto il segretario campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello: «Il Pd indichi una donna al posto di Cuomo e colga l’occasione per rimediare ai propri errori. È inimmaginabile attendere 20 giorni. Il Consiglio e la Campania non possono aspettare».

Duro il leader dell’opposizione in consiglio regionale, Edmondo Cirielli: «La nota della Prefettura di Napoli rappresenta la prova dell’incompetenza e del disprezzo istituzionale del Pd, partito che, nella maggioranza, per storia e consenso, dovrebbe invece dettare la linea istituzionale. Ancora una volta il Pd dimostra di avere scarso senso delle istituzioni, mettendo in imbarazzo il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, al quale l’opposizione consiliare chiede di non consentire l’aggiramento della normativa e di procedere alla nomina di un altro assessore e al presidente del Consiglio Regionale, Massimiliano Manfredi, di far rispettare con rigore le Leggi approvate dal consiglio regionale. Le forze di opposizione non tollereranno che l’assemblea legislativa della Campania venga ancora calpestata».

Carmela Rescigno, vicecoordinatrice regionale della Lega in Campania, si chiede: «Fico e il Pd forzano la legge per incompetenza o per arroganza del potere?».Infine, Gigi Casciello, coordinatore regionale di Noi moderati: «Alla luce delle ombre che emergono da Portici e del pasticcio legato alle dimissioni tardive, sarebbe opportuno che Cuomo rinunciasse comunque a ogni incarico. Al di là dei profili formali e delle valutazioni amministrative, questa vicenda ha assunto una dimensione politica che rischia di compromettere ulteriormente la credibilità delle istituzioni regionali. In una fase così delicata servono scelte nette, trasparenza e senso di responsabilità.

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