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20 Gennaio 2026 - 13:55
Sono 296mila gli articoli con sostanze chimiche dannose per la salute finiti sotto sequestro nel 2025 in Campania. A renderlo noto è la Direzione territoriale regionale dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli, che ha tracciato un bilancio delle attività dello scorso anno, in collaborazione con le varie forze di polizia, nel settore della sicurezza dei prodotti, tutela dell'ambiente, lotta alla contraffazione, traffico illecito di rifiuti e in ambito tributario.
L'ufficio ADM Campania è coordinato dal direttore territoriale Maria Alessandra Santillo. Sotto sequestro sono finite anche 115 le tonnellate di prodotti alimentari e da cucina respinti all'estero e non conformi alle normative sanitarie italiane, 18 le tonnellate di rifiuti sequestrati, 27mila i giocattoli e le calzature contraffatti, 51mila le candele per alimenti a rischio soffocamento. Inoltre, 20mila chilogrammi di gas refrigerante (HFC) introdotti nel territorio doganale senza disporre della necessaria quota stabilita dal Ministero dell'Ambiente e Sicurezza Energetica e 5.246 i campioni prelevati ed analizzati dal laboratorio chimico su sostanze stupefacenti, alcolici, alimentari, giocattoli e prodotti tessili. Tra marijuana e cocaina, sono stati sequestrati 877 chili, mentre di tabacchi lavorati esteri (TLE) 150 chili.
In ambito tributario sono stati accertati maggiori diritti per oltre 90 milioni di euro e attraverso azioni dirette al contrasto della sottofatturazione sono stati riscossi 173 mila euro. Inoltre, sono stati recuperati accisa gravante sul gasolio destinato a società di autotrasporto e crediti di imposta indebitamente compensati per un totale di circa un milione e mezzo di euro, oltre alle relative sanzioni. Un altro milione e mezzo di accise e un milione di Iva sono stati recuperati sugli alcoli, con la segnalazione di un liquorificio in regime di deposito fiscale.
È stata effettuata una verifica nei confronti di un deposito commerciale di prodotti energetici che ha determinato l'accertamento di Accisa evasa per un milione di euro e di Iva per 298.773 euro. Per quanto riguarda le verifiche sull'Iva intracomunitaria e sul plafond, accertato il mancato versamento di circa sei milioni e mezzo. Le attività sono state eseguite dai funzionari dei vari uffici Antifrode regionali.
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