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sanità
21 Gennaio 2026 - 16:21
“Il bando di concorso indetto dall’Asl Napoli 3 Sud per l’assunzione di 30 fisioterapisti è a nostro avviso illegittimo, perché non statuisce la riserva dei posti previsti dalla normativa vigente per i precari che hanno prestato servizio presso le strutture sanitarie durante il Covid e nei periodi successivi. Perciò chiediamo che venga immediatamente revocato”. Luigi D’Emilio, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica dell’area metropolitana di Napoli, con una nota inviata alla direzione generale per la Tutela della Salute e dell’Asl interessata, nonché al presidente della Regione Campania Roberto Fico, diffida l’azienda a procedere immediatamente, avvertendo che in caso di inadempienza “si darà avvio all’iter giudiziale”.
Il leader della più rappresentativa categoria sindacale del settore, segnala che il decreto Milleproroghe, approvato da poco, ha spostato al 31 dicembre 2026 i termini per l’assunzione del personale precario, e lamenta l’assenza di un coordinamento delle decisioni da assumere in proposito chiamando direttamente in causa il vertice regionale. “Il presidente Fico – sottolinea D’Emilio - dice che il dialogo è il metodo scelto per guidare l’amministrazione, perché attraverso l’ascolto e il confronto si possono individuare le soluzioni alle sfide e alle problematiche esistenti. Giusto. Ma noi siamo in attesa di convocazione da settimane.
Non vorremmo – dice il leader della categoria – che ci fosse un virus a Santa Lucia che colpisce le condivise intenzioni di chi entra nel palazzo e gli fa cambiare idea, perché ad oggi, visti i precedenti del decennio De Luca finalmente alle spalle, sembra di assistere ad un copione già vissuto. Relazioni sindacali e correttezza istituzionale verso i corpi intermedi esistono, o si ripete il delirio di onnipotenza che tanti guasti ha prodotto in passato?”
Al centro delle rivendicazioni sindacali, la stabilizzazione delle centinaia di lavoratori precari che hanno prestato servizio in questi anni durante e dopo il Covid presso gli ospedali e le Asl dell’area metropolitana. “Dalla Regione – conclude D’Emilio - ci aspettiamo un indirizzo preciso sui concorsi che vengono banditi, teso a salvaguardare le esperienze acquisite sul campo dai precari. Si tratta di un patrimonio umano e professionale a cui non possiamo rinunciare. Ma non succede niente. Si reitera il silenzio che ha fatto già rumore quando si è cercato di attribuire le indennità economiche di pronto soccorso in forza di un accordo che la Cisl Fp non ha mai firmato per le disparità in esso contenute. Sono primi, ma inquietanti segnali simili ad un modello che non condividiamo e che lo stesso Fico, alla luce di quanto va dicendo, abiura. Ora è tempo di fatti, non più di parole”.
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