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05 Febbraio 2026 - 08:12
NAPOLI. La Campania è la regione con la più alta percentuale di fumatori, che rappresentano il 29% degli adulti 18-69enni (la media italiana è pari al 24,5%). Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico: nove diagnosi di tumore del polmone su 10 sono causate proprio da questa brutta abitudine. La Campania è in cima anche alla classifica delle regioni più sedentarie: quasi la metà della popolazione (48,2%) non svolge alcuna attività fisica. Seguono la Calabria con il 44,5% e la Puglia con il 41,2%.
Alla mancanza di movimento si associa la condizione di eccesso ponderale che interessa il 50,2% dei cittadini della regione: il 38,8% è in sovrappeso e l'11,4% obeso. Dall'altro lato, nella regione è operativa la Rete Oncologica Campana (Roc), in grado di garantire percorsi di cura uniformi su tutto il territorio. Ogni anno, nella regione, si stimano più di 33mila casi di tumore (33.236 nel 2022, ultimo dato disponibile). I 5 più frequenti sono quelli del colon-retto (4.124), polmone (4.115), mammella (4.018), vescica (2.873) e prostata (2.770). La Roc, cioè la Rete Oncologica Campana istituita nel 2016 e coordinata dall'Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli rappresenta un esempio virtuoso al servizio del paziente, a tutto vantaggio anche di oncologi, medici di famiglia e caregiver.
Sono inoltre stati creati i Gom, Gruppi oncologici multidisciplinari, in cui avviene la presa in carico del paziente, garantendo la multidisciplinarietà nelle decisioni diagnostiche e terapeutiche. Per regolare e gestire i flussi della Rete, è stata sviluppata una piattaforma web che include tutte le strutture presenti sul territorio e competenti, a vario titolo, per la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione del cancro. La Rete Oncologica Campana ha istituito i Gom anche per i tumori eredofamiliari. La piattaforma Roc, infatti, in Campania resta lo strumento operativo per la segnalazione, la gestione clinica e il monitoraggio di pazienti e familiari con tumori di origine ereditaria del colon, mammella, ovaio, prostata e pancreas.
Si stima che l'8% dei malati oncologici sia portatore di una variante patogenetica, molto spesso senza esserne a conoscenza. Un tumore viene definito ereditario quando la sua insorgenza è dovuta a una mutazione genetica trasmessa dai genitori. Da alcuni anni sono disponibili test genetici per diverse forme di tumori ereditari. Grazie a esami poco invasivi, è possibile mettere a punto percorsi di prevenzione primaria molto efficaci. Di contro in Campania va migliorata anche l'adesione ai programmi organizzati di screening, previsti nei Livelli essenziali di assistenza.
Solo il 20,3% dei cittadini esegue il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per l'individuazione precoce del cancro del colon-retto, il 27,8% delle donne aderisce allo screening per la prevenzione dei tumori del collo dell'utero e il 33,6% la mammografia per il carcinoma del seno. Individuare precocemente un tumore o i suoi precursori permette di intervenire tempestivamente sulla patologia, con trattamenti più efficaci, meno invasivi e con minori rischi di complicanze.
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