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il rapporto
12 Marzo 2026 - 14:40
Nel 2025 gli episodi di violenza che in Campania hanno visto protagonisti appartenenti al personale sanitario o comunque lavoratori impegnati nelle corsie sono stati 319. Di questi, 261 sono avvenuti nell'ambito pubblico, mentre 58 si sono verificati in quello privato. C'è poca differenza, invece, tra uomini (231) e donne (240) coinvolti. È il quadro che viene fuori dalla studio della survey nazionale Fno Tsrm e Pstrp, Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, presentato in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.
"Il numero delle segnalazioni - fanno presente i promotori - deve tener conto che, in diversi casi, per un solo episodio di violenza, sono stati coinvolti più operatori. Inoltre, la tipologia di aggressione rilevata è contemporaneamente sia fisica, sia verbale, sia con danni contro la proprietà e, pertanto, il totale delle tipologie di aggressione risulta maggiore del numero degli episodi di violenza". Rispetto all'età dei coinvolti, si vede come 27 soggetti avessero meno di 29 anni; 178 tra 30 e 39 anni; 126 tra 40 e 49 anni; 95 tra 50 e 59 anni; mentre fossero 44 gli over 60.
I più colpiti sono gli infermieri, che sono 245, a cui aggiungere i tre del settore pediatrico. A seguire i medici chirurghi (113). Ma ci sono anche psicologi e podologi (tre a testa) e, sotto la soglia dei tre casi, farmacisti, medici veterinari, odontoiatri, tecnici audiometristi, assistenti sociali e terapisti della neuro e psicomotricità in età evolutiva. Trenta infine gli operatori sanitari, sedici i dipendenti non sanitari e del front office mentre sono stati 50 tra autisti di ambulanza, guardie giurate e una generica "altre qualifiche". In ospedale i luoghi con le maggiori aggressioni si confermano i pronto soccorso (123), seguiti da area degenza (57) e aree comuni (19).
Le aggressioni sono verbali per la maggior parte dei casi (393), mentre quelle fisiche sono state 167. A usare violenza per 197 casi su 319 sono stati utenti-pazienti, in altri 119 episodi parenti-caregiver-conoscenti. Infine, per tre circostanze ad agire sono stati estranei.
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