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caserta
02 Aprile 2026 - 11:45
Il tribunale di Napoli Nord ha condannato tredici persone, tra medici, infermieri e tecnici amministrativi, per condotte di assenteismo commesse tra il 2017 e il 2018 negli uffici di Aversa dell'Asl di Caserta. Dal processo è emesso, come ipotizzato dalla Procura di Napoli Nord, che i dipendenti Asl si allontanavano dal posto di lavoro per fare la spesa, accompagnare figli a scuola o familiari in ospedale e assolvere ad altre faccende private, come riparazioni di auto e scooter propri; poi facevano risultare quelle loro assenze come servizi di missione.
I carabinieri hanno accertato almeno 270 casi di allontanamento non autorizzato, alcuni addirittura quotidianamente. Un dipendente, su 58 giorni di presenza registrati, si sarebbe allontanato illecitamente ben 36 volte. Erano ovviamente impegni virtuali visto che successivamente, una volta rientrati in ufficio, quel lasso di tempo veniva cancellato dal sistema facendolo così risultare come normale orario di servizio, magari con l'aggiunta di ore di straordinario. Alcuni di loro sono nel frattempo stati collocati in pensione, uno è deceduto. Per molti indagati nel 2020 scattarono anche le misure interdittive emesse dal gip del tribunale di Napoli Nord.
Le pene inflitte vanno da un anno e due mesi di carcere a due anni e dieci mesi, e per nove imputati, essendo la pena inferiore a due anni, la Corte ne ha disposto la sospensione condizionale. Assolti perché il fatto non sussiste gli imputati Antonio Menditto, medico fisiatra (difeso da Raffaele Costanzo), Antonio Leccia e Patrizia Taglialatela, mentre è stata emessa una sentenza di non punibilità per particolare tenuità del fatto per Antonio Liccardo e Pasquale Corvino.
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