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Incandidabili ex sindaco e due assessori

Si tratta di Carlo Marino, Emiliano Casale e Massimiliano Marzo

Incandidabili ex sindaco e due assessori

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha dichiarato l'incandidabilità dell'ex sindaco di Caserta Carlo Marino e degli ex assessori del comune capoluogo Emiliano Casale e Massimiliano Marzo. La decisione, diretta conseguenza dello scioglimento del Comune di Caserta per infiltrazioni mafiose decretato con provvedimento del Ministero dell'Interno nell'aprile del 2025 e poi con il successivo Decreto del Presidente della Repubblica (Dpr), si applica a due turni elettorali consecutivi a partire proprio dalla data di scioglimento dell'ente.

Per i giudici sussiste da un lato un "contesto greve di univoca commistione tra pubblici amministratori e personaggi legati alla 'camorra' casertana che ha reso permeabile agli interessi criminali l'ente comunale". Il collegio presieduto da Maria Gabriella Casella ha poi sottolineato, riportando un passo della relazione della Prefettura di Caserta che ha portato allo scioglimento del Comune, "l'incapacità dell'ente di poter resistere alle pressioni di un'imprenditoria affaristica e di altri soggetti portatori d'interessi economici collegati alla criminalità organizzata".

Determinante per lo scioglimento del Comune di Caserta, che ha poi portato all'incandidabilità dei responsabili politici, le indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere che nel giugno e nell'ottobre 2024 hanno coinvolto assessori, dirigenti e dipendenti del Comune di Caserta, tra cui proprio l'allora assessore ai lavori pubblici Massimiliano Marzo e il vicesindaco Emiliano Casale. L'accusa era di corruzione e voto di scambio in relazione alle elezioni comunali del 2021, ovvero di appalti dati ad imprenditori dietro sostegno elettorale e, nel caso di Marzo, anche di acquisti di materiale edile nella sua azienda. Entrambi sono sotto processo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere: Casale ha optato per il rito ordinario, Marzo invece per l'abbreviato così come altri indagati.

Ad ottobre 2024 la seconda indagine, sempre per corruzione, ha riguardato il settore degli appalti per il verde pubblico, e ha coinvolto dirigenti già toccati dalla precedente indagine insieme ad altri imprenditori, facendo emergere l'esistenza di un sistema collaudato di appalti comunali truccati e aggiudicati sempre agli stessi operatori dietro il pagamento di tangenti o favori. L'ex sindaco Marino non figura nelle due inchieste, ma è sotto processo per un'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli relativa all'appalto per la raccolta dei rifiuti avvenuto nel 2021, insieme ad un personaggio, Carlo Savoia, ritenuto dalla Dda come un colletto bianco vicino ai clan.

I giudici del tribunale civile sammaritano, nel motivare la sentenza di incandidabilità, danno però conto anche di altre vicende che hanno portato allo scioglimento dell'ente, come i lavori per la realizzazione a Caserta di una strada tra via Volta e via Carcas, affidati a una ditta, la Edil Idea, nella quale risulta subentrato Cipriano Licenza, figlio di Luciano, quest'ultimo colletto bianco ritenuto vicino al clan Zagaria e condannato a 6 anni di reclusione per associazione di stampo mafioso; la variazione societaria non sarebbe stata comunicata alla Prefettura eludendo così il sistema di prevenzione antimafia, e la stessa società avrebbe poi espletato lavori Superbonus nel condominio in cui risiede proprio Marino (committente e responsabile dei lavori). C'è poi la vicenda della gestione dei parcheggi IV Novembre ed ex Caserma Pollio (entrambi chiusi con disagi per cittadini), che risultano essere stati gestiti, in una sorta di "regime di oligopolio", dalla famiglia Dresia, imparentata con i Mazzara, legati al clan dei Casalesi.

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