NAPOLI. La carenza di infermieri e nell’assistenza domiciliare integrata per gli anziani: queste le criticità in Campania. È quanto risulta dal monitoraggio della Fondazione Gimbe sugli obiettivi del Pnrr Missione salute. Nella regione ci sono 3,59 infermieri ogni mille abitanti a fronte di una media nazionale di 5,06. E per quel che riguarda il secondo punto, per raggiungere l’obiettivo fissato al 2026 di fornire l’assistenza domiciliare ad almeno il 10 per cento degli over 65, la Campania dovrebbe aumentare gli assistiti del 294 per cento. Peggio va al Lazio, che dovrà raggiungere il 317 per cento; alla Puglia (329) e alla Calabria (416). Analizzando l’attività per la realizzazione della Missione Salute del Pnrr al 31 dicembre 2023 le scadenze europee risultano tutte rispettate, ma preoccupa il ritardo del CentroSud sull’assistenza domiciliare.

«Al momento i ritardi sulle scadenze nazionali non sono particolarmente critici commenta il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta fatta eccezione per i “Nuovi pazienti che ricevono assistenza domiciliare (prima parte)”. In dettaglio, entro marzo 2023 avrebbero dovuto essere assistiti in assistenza domiciliare integrata 296mila pazienti over 65, una scadenza slittata di 12 mesi per le enormi differenze regionali nella capacità di erogare l’assistenza domiciliare, ambito in cui il Centro-Sud era già molto indietro». Per quanto quest’ultimo punto, «se da un lato è realistico il raggiungimento del target nazionale, dall’altro è molto più difficile colmare i divari regionali». Intanto, della problematica degli infermieri parla anche il 19esimo Rapporto Crea Sanità, Centro di ricerca riconosciuto da Eurostat, Istat e Ministero della Salute. In Italia la carenza di infermieri rischia di diventare sempre più pesante: ne mancano oltre 60mila, «carenza destinata ad aggravarsi pesantemente se si considera la popolazione over 75 (che incrementa il fabbisogno di questi professionisti soprattutto per la domiciliarità dell’assistenza), i pensionamenti che porteranno fuori del sistema nel giro di dieci anni oltre 100mila professionisti e le “fughe” all’estero per ottenere condizioni economiche e lavorative migliori» si legge in una nota.

Pesa anche la scarsa attrattività della professione: ai test di ingresso per la laurea in infermieristica hanno preso parte 22.957 candidati per 20.059 posti, con un rapporto domande/posti pari a 1,1. Un fenomeno, questo, accentuato anche dagli stipendi bassi. «Solo innovando le professioni a partire da quella infermieristica in ambito formativo, in ambito di esercizio professionale, in ambito di autonomia, si può garantire la sostenibilità del sistema e l’universalità del Servizio sanitario nazionale» dice la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli. Il tutto mentre il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Severino Nappi, attacca il governatore Vincenzo De Luca: «Nemmeno il tempo di finire di raccontare l’ennesima fanfaronata sulla sanità nella nostra regione che il governatre viene smentito dai dati della Fondazione Gimbe. La Campania è pesantemente indietro anche per l’assistenza domiciliare integrata agli anziani e per numero di infermieri. Ennesima conferma che il problema della sanità in questa Regione è prima di tutto quello della cattiva organizzazione e dell’incapacità di garantire servizi degni di un Paese civile».