NAPOLI. Tre morti. Un dato allarmante quello del bollettino di ieri dell’Unità di crisi della Campania per l’emergenza Coronavirus. Due uomini di Napoli, uno di 74 e uno di 77 anni, e una donna di Ischia di 84 anni. A questi tre decessi si aggiungono 195 nuovi casi accertati, su 8.473 tamponi effettuati: di questi, 21 sono di rientro o connessi a rientri. Un dato è evidente, a un numero maggiore di tamponi corrispondono più positivi e la Campania si avvia velocemente verso i 10mila contagiati, stiamo a 9.732 su 520.008 (i decessi sono 455 in tutto). Aumentano anche i pazienti in terapia intensiva, che salgono a 21. Un dato che pone la Campania tra i primi posti in Italia dove il 74,1% dei pazienti in terapia intensiva si distribuiscono in otto regioni: Lombardia, Lazio, Campania e Sardegna con diciotto casi. Sono gli ultimi dati della Fondazione Gimbe sull’andamento del Coronavirus in Italia.

«Nell’ultima settimana - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione riferendosi al quadro nazionale - l’aumento dei nuovi casi appare stabilizzato, anche se è verosimile che il numero sia sottostimato considerata la riduzione dei casi testati e l’ulteriore aumento del rapporto positivi/casi testati. Si conferma inoltre il trend in aumento dei pazienti ospedalizzati con sintomi e di quelli in terapia intensiva. Tutte spie rosse che impongono la consapevolezza pubblica sulle dinamiche dell’epidemia, senza minimizzazioni o terrorismi di sorta, al fine di mantenere alta la guardia anche per l’imprevedibile impatto della riapertura delle scuole sulla curva dei contagi».

Quindi si stanno accedendo tutte le spie rosse della pandemia sul territorio. Al Covid Center del Loreto Mare i posti letto sono stati portati da 30 a 40 (con 33 occupati), all’Ospedale del Mare ne restano 24, di cui 22 occupati. Sono a Napoli sono 74 i ricoveri ordinari per Covid-19. Il Cardarelli resta l’ospedale più sotto stress del territorio regionale, con medici e infermieri contagiati e i reparti sempre in allerta. Microfocolai sono sparsi su tutta la Regione, otto i positivi a Torre Annunziata.

Nel Vesuviano alcuni Comuni hanno già deciso di posticipare l’apertura delle scuole al 20 settembre, anche sei Comuni della costiera sorrentina hanno fatto la stessa scelta e a catena seguiranno altri, visto l’andamento della situazione e la difficoltà oggettiva di aprire in sicurezza senza insegnanti e banchi. Nonostante i tanti ammalati in quarantena, solo a Napoli sono più di 1.500, le richieste di voto domiciliare sono pochissime. Per la tornata elettorale di domenica e lunedì, che qui riguarda sia il referendum che le regionali, spicca quello dei comuni capoluogo. A Salerno solo otto richieste, nessuna a Benevento, 13 a Napoli. Per Caserta è disponibile il dato dell’intera provincia con 21 richieste.