«La vicenda di Thomas Cook rischia di danneggiare pesantemente le imprese turistiche della Campania, a cominciare da quelle della penisola sorrentina»: così Costanzo Iaccarino (nella foto), presidente di Federalberghi Campania, commenta il fallimento del tour operator britannico.

«Sono centinaia le imprese campane che vantano crediti per decine di migliaia di euro verso Thomas Cook – aggiunge Iaccarino – Le cifre non sono ancora disponibili, ma il timore è che il crac del tour operator britannico comporti svariati milioni di euro di mancati incassi per numerose strutture ricettive campane che hanno lavorato con Thomas Cook fino a ieri». La previsione rischia di essere ancora più catastrofica per la penisola sorrentina, tradizionale meta di vacanza dei viaggiatori britannici: «Federalberghi si è già attivata – precisa Iaccarino – per quantificare i danni patiti dalle imprese associate per effetto del fallimento di Thomas Cook nelle diverse aree della Campania».

Di qui l’appello al governo: «Quello di Thomas Cook è l’ennesimo fallimento con cui le imprese turistiche sono chiamate a fare i conti nel giro di pochi mesi – conclude Costanzo Iaccarino – La circostanza è preoccupante se si pensa che, oltre i mancati incassi legati alla bancarotta del tour operator britannico, gli albergatori devono sopportare tasse elevatissime e una burocrazia sempre più asfissiante. Pertanto chiediamo al governo di prevedere forme di tutela delle imprese italiane danneggiate dai sempre più frequenti fallimenti di tour operator e compagnie aeree stranieri».