NAPOLI. Era stato annunciato in pompa magna come iniziativa chiave e strategica per dare risposte e sostegno alle startup in Campania, la regione con la maggiore incidenza di realtà innovative in rapporto alla popolazione. E già da subito quegli appena 30 milioni (meglio di niente) che già erano sembrati pochi, sono diventati pochissimi quando il bando ha previsto che non solo le realtà esistenti, ma anche le “promesse” di costituzione sarebbero state ammesse, insieme alle «promesse di trasferimento” di quelle con sede fuori regione. Forse a Santa Lucia ci si aspettava il flop, e quindi meglio allargare anche se a dismisura per poter festeggiare, anche qui in pompa magna, il “successo inaspettato”.

CIRCA 850 DOMANDE PERVENUTE. Forse hanno allargato troppo, e l’assessorato competente non ha pensato ad allargare anche la struttura preposta al procedimento: invece di tre mesi l’Amministrazione regionale ci ha messo quasi un anno per «valutare» le circa 850 domande pervenute. Eppure la legge prevede non solo tempi diversi (appunto 100 giorni, articolo 2 della legge 241/90), ma come molte sentenze hanno stabilito, è previsto l’obbligo di adeguare la struttura e l’organizzazione per adempiere nei tempi previsti (da ultimo il Tar Lombardia con la sentenza n. 2949/2023 ha condannato il Ministero degli Interni per i lunghi tempi sui permessi di soggiorno).

GRADUATORIA DOPO 11 MESI. Per l’occasione l’assessorato alla Ricerca, Innovazione e Startup ha inaugurato una nuova piattaforma online per il caricamento delle domande. E infatti la data di avvio preannunciata è slittata perché la nuova piattaforma aveva problemi. E una volta funzionante non prevedeva tantissimi campi per caricare documenti specifici, e aveva campi testuali limitatissimi, di certo poco idonei ad illustrare idee e progetti di cui si pretendeva invece innovazione, competitività e complessità. Ebbene dopo 11 mesi l’assessorato alla Ricerca, Innovazione e Startup finalmente pubblica la graduatoria: i finanziati appena 145. Tra queste oltre 60 sono «promesse di costituzione» (e tra queste molti progetti in realtà già realizzati). E già questa circostanza lascia perplessi: davvero società già costituite e comunque operative sono valutabili con punteggi inferiori a una semplice «promessa di costituzione»? Non possiamo entrare nel merito, ma qualche dubbio sovviene visto che la prima in graduatoria è appunto una “promessa” che nonostante l’oggettiva aleatorietà di molte voci ottiene uno stratosferico punteggio di 98 su 100.

SALERNO BATTE TUTTI... Ai mal pensanti potrebbe poi suscitare qualche ulteriore perplessità il fatto che la graduatoria sfida ogni legge della statistica e dei rapporti tra startup e popolazione, tra startup stesse e tra startup e società ordinarie in termini di localizzazione: Salerno batte tutti. Ma si sa che la statistica qualche volta non tiene conto delle “esplosioni casuali” della genialità.

LA PUBBLICAZIONE DELLE GRADUATORIE. Ovviamente nessun avviso e nessuna comunicazione sulla pubblicazione delle graduatorie: bisognava informarsi da sé. Non senza implicazioni, visto che dalla data di pubblicazione “scattavano” i famigerati 60 giorni per proporre rimedi. Come c’era da aspettarsi, alla pubblicazione delle graduatorie infatti ci sono state moltissime richieste di accesso agli atti e di chiarimenti. In barba alla legge che prevede la forma libera dell’istanza di parte, l’innovazione dell’assessorato all’innovazione è un modello fisso in cui è possibile scrivere appena due righe, e in cui vari campi non sono idonei all’inserimento leggibile della voce corrispondente: lo avranno concepito per stimolare la creatività.

«NON È PREVISTO NELLA PROCEDURA». In coerenza con i tempi di valutazione, l’amministrazione si prende tutti i trenta giorni previsti dalla legge per rispondere (anche in casi in cui ontologicamente bastavano tre minuti). E ciò riduce chiaramente il tempo rimasto disponibile per proporre un ricorso al tar o per adempiere allo spirito della legge (articolo 1 della legge 241/90) e richiedere un annullamento d’ufficio (previsto dall’articolo 21 nonies della legge 241/90). Ma anche qui scatta l’innovazione del nostro assessorato alla Ricerca, Innovazione e Startup, che deve considerare ormai abrogata per desuetudine la legge (nazionale) sul procedimento amministrativo, e risponde (testualmente) che tale rimedio «non è previsto nella procedura». A questo punto ho richiesto un commento su questa quanto meno bizzarra risposta del dirigente preposto all’assessore Fascione.

LA RISPOSTA DELLA SEGRETERIA DELL’ASSESSORE. Questa deve essere stata molto occupata nelle due settimane in cui l’ho contattata e alla fine mi ha così risposto la dott.ssa Maria Cristina Piccolo della sua segreteria secondo cui «in osservanza alla sancita separazione tra funzioni di indirizzo politico-amministrativo spettanti agli organi di governo e funzione di gestione amministrativa proprie dei Dirigenti, necessaria per garantire il principio di buon andamento e di imparzialità dell’azione amministrativa, ogni osservazione e istanza deve essere rivolta all’ufficio cui è stata affidata la competenza ad istruire il provvedimento in questione». Anche questa risposta lascia decisamente perplessi. A liquidarla in modo semplice è come dire “non voglio saperne nulla e non entro nel merito” con citazione pilatesca. Ma a guardarla meno semplicisticamente, capisco personalmente che in assessorato devono essere costantemente alle prese con pressioni e richieste di raccomandazione ma l’oggetto qui era il semplice commento (nella mail ho specificato che si trattava di un commento per un articolo). Ho risposto che prendevo atto della risposta che però non risponde alla domanda. E ho chiarito che non è stato chiesto alcun intervento da parte dell’organo politico in merito ad uno specifico provvedimento. Men che meno un intervento ingerente nella dinamica procedimentale. Forse saranno rimasti colpiti dalla «innovazione» del fatto che non si chiedesse nulla «per sé» ma un commento su una risposta ontologicamente illegittima. Forse l’assessorato in questione è alla Ricerca di una qualche Innovazione nella risposta da dare. Resta il fatto tutt’altro che innovativo che l’unico rimedio, nella più classica e vetusta delle consuetudini amministrative, resta il ricorso al Tribunale Amministrativo. Amaramente, per chi ha ancora fiducia nella Pubblica amministrazione di questa regione e per chi ha soldi da investire per ottenere giustizia.

IDEE INNOVATIVE IN FONDO ALLA CLASSIFICA. In questa graduatoria che forse sarebbe più utile e sensato leggere a testa in giù le idee davvero innovative e che sarebbero state da valorizzare sono appunto in fondo alla classifica. Tra queste una startup che propone un calzino per il monitoraggio dell’andatura di malati di Parkinson, una che propone il recupero e la liquefazione dell’anidride carbonica, e un’app per rendere «la Pubblica amministrazione facile e veloce» (questa devono averla scambiata per una becera provocazione). Consoliamoci: sono tutte startup esistenti, campane e costituite, e quindi il minimo che può essere in questo meraviglioso e innovativo contesto è che non sono idonee e non verranno finanziate!