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Ucciso e gettato in un boschetto, ipotesi: vendetta trasversale

Ucciso e gettato in un boschetto, ipotesi: vendetta trasversale

La pista dello scontro tra clan, manca la conferma ufficiale sull’identità

NAPOLI. Familiari e amici non volevano crederci e si aggrappavano alla speranza, ma la scomparsa e il silenzio prolungato di Andrea Covelli rappresentavano già un presagio di morte. I timori peggiori si sono materializzati nella prima serata di ieri, quando un elicottero della polizia ha avvistato qualcosa in un’area boschiva di via Pignatiello che assomigliava a un corpo. L’impressione purtroppo era giusta e anche se manca l’identificazione ufficiale, gli investigatori non escludono che potrebbe trattarsi proprio di lui. Sarebbe stato ucciso perché sul cadavere ci sarebbero tre ferite da arma da fuoco. In ogni caso l’ambito delle indagini (come riportato fin dal primo giorno dal nostro giornale) è la guerra in corso tra i 2 clan di Pianura: i Carillo-Perfetto e gli Esposito-Marsicano. Un fratello della vittima, Antonio, in passato è stato accostato ai primi, ma da qualche tempo sarebbe uscito fuori dal giro malavitoso. Per cui una delle piste seguite condurrebbe a una vendetta trasversale che non doveva concludersi con un omicidio. Le indagini sulla scomparsa di Andrea Covelli, rapito mentre era a Soccavo per comprare dei cornetti da portare a una sua amica, sono condotte con il coordinamento della Dda dai poliziotti della Squadra mobile e dei commissariati San Paolo e Pianura. Gli stessi che alle 19 e 30 di ieri sono accorsi, raggiunti poco dopo dai familiari di Andrea Covelli, a via Pignatiello: una strada del quartiere flegreo che va verso i Camaldoli. L’uomo trovato cadavere era stato seppellito tra alberi e grossi cespugli, ma si vedevano gli arti. Sia i pantaloni che la maglietta indossata erano neri e questo è un altro indizio che ha fatto pensare ai congiunti che si trattasse del 27enne, spesso vestito così. Sul posto è giunta una pattuglia della Scientifica per rilievi e comparazioni ed è stato chiamato il pubblico ministero di turno. L’ipotesi maggiormente considerata è che Andrea Covelli, incensurato dipendente di un autolavaggio, sia stata sequestrato, da esponenti del gruppo contrario ai Carillo-Perfetto, forti soprattutto in via Evangelista Torricelli, residenza del 27enne. Probabilmente coloro che l’hanno condotto da Soccavo a Pianura nella notte di mercoledì scorso, volevano soltanto intimidirlo Forse è volato qualche ceffone ed è stato ferito, il giovane potrebbe essersi sentito male e la situazione è sfuggita di manao ai sequestratori. I quali, presi dal panico, hanno pensato di far sparire il corpo per non rischiare l’accusa di omicidio. Resta da capire, e gli inquirenti con gli investigatori ci stanno lavorando, il perché della presunta vendetta traversale. Intanto la polizia sarebbe a buon punto nell’identificazione dei 2 malviventi che hanno intercettato alle 2 di mercoledì Andrea Covelli e l’hanno costretto ad andare con loro.

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