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Agroalimentare

Olio e pizza, dialogo campano tra identità e contemporaneità

Un nuovo progetto nasce dall'incontro tra Olio Basso e Gino Sorbillo

Olio e pizza, dialogo campano tra identità e contemporaneità

È dalla Campania che prende avvio un progetto che ha il sapore delle cose pensate con lentezza e rigore: l’incontro tra Olio Basso e Gino Sorbillo diventa occasione per riflettere sul valore autentico della materia prima e sul racconto del cibo come espressione culturale.

Un dialogo che unisce l’olio extravergine di oliva e la pizza napoletana contemporanea, due simboli che parlano la stessa lingua identitaria pur muovendosi nel tempo presente. Da un lato l’Irpinia di Olio Basso, azienda che ha fatto dell’olio una narrazione consapevole, fondata su ricerca, rispetto del territorio e cultura del gusto; dall’altro Gino Sorbillo, interprete di una pizza che nasce dalla storia popolare di Napoli e si misura oggi con una dimensione globale senza smarrire il senso delle origini.

L’iniziativa prende forma dall’affinità di visione tra due realtà che concepiscono la cucina come memoria viva, capace di rinnovarsi senza tradire se stessa. Il progetto si colloca all’interno di una Campania che riconosce nella qualità delle produzioni agroalimentari uno dei suoi tratti distintivi, rafforzando il legame tra artigianalità, filiera e racconto gastronomico come patrimonio condiviso.

Nei prossimi mesi, una serie di attività e contenuti accompagnerà questo percorso, ponendo al centro il lavoro invisibile che precede ogni gesto consapevole in cucina e il ruolo decisivo dell’olio extravergine di oliva nell’evoluzione del mondo pizza.

«Questa collaborazione nasce da una visione condivisa della cucina come espressione culturale del territorio - afferma Fabrizio Basso, presidente del Cda di Olio Basso - l’olio extravergine di oliva e la pizza rappresentano due simboli della nostra identità gastronomica: raccontarli insieme significa valorizzare il lavoro, la ricerca e le radici che rendono unica la nostra tradizione, anche quando si apre a un dialogo con il mondo».

In un tempo che consuma velocemente storie e sapori, questo progetto sceglie invece di fermarsi, osservare e raccontare: perché la qualità, prima ancora di essere assaggiata, va compresa. E quando l’olio incontra la pizza, non è solo cucina, ma un atto culturale che parla di Campania con voce nitida e consapevole.

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