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Un pranzo sul lungomare da Scicchitano, come stare in fondo al mare

Giuseppe Scicchitano ha presentato alla stampa e agli addetti ai lavori il nuovo locale che aprirà domani

Un pranzo sul lungomare da Scicchitano, come stare in fondo al mare

Giuseppe Scicchitano con la sua brigata

NAPOLI. Appena entri nel nuovo Scicchitano Napoli sul lungomare, in via Nazario Sauro 15, la sensazione è chiara: è come scendere lentamente in fondo al mare. Le luci soffuse, i colori, l’atmosfera ovattata ti avvolgono subito e ti fanno dimenticare il caos della città, anche se il mare è lì, a due passi, davanti agli occhi. Il ristorante è elegante ma accogliente, curato senza risultare freddo. Mi siedo e capisco subito che qui il pranzo non è solo un pranzo. I carrelli iniziano a girare tra i tavoli, le preparazioni vengono fatte dal vivo, e ogni piatto diventa parte di un racconto. È uno spettacolo discreto, mai eccessivo, che accompagna l’esperienza senza rubarle la scena.


Dietro questo ritmo preciso e naturale c’è una brigata di cucina affiatata, che lavora con concentrazione e rispetto della materia prima, seguendo una linea chiara: qualità assoluta, senza compromessi. Ed è evidente che qui c’è una storia di famiglia, quella di una tradizione che nasce nelle cucine napoletane e che viene tramandata da tre generazioni.
Il Pacchero alla Scicchitano, con astice, gamberi e scampi, arriva con profumi intensi e sapori pieni, equilibrati, profondamente legati al mare. Poi è il momento di Mare Fuoco, preparato direttamente al tavolo: un piatto che coinvolge prima lo sguardo, poi l’olfatto e infine il gusto. Un gambero crudo avvolto in una sottile fetta di provola leggermente affumicata e chips di patata. Tutto ha senso, nulla è lasciato al caso. La zuppa di cozze è una conferma. Un piatto che parla napoletano, fatto con rispetto e precisione, senza bisogno di interpretazioni forzate.


Durante il pranzo mi sono lasciata guidare dai calici di Champagne Laurent-Perrier e una selezione di vini scelti. A completare l’esperienza, il caffè firmato Caffè Kimbo, immancabile a fine pasto, e l’acqua Ferrarelle, C’è anche una sala privata firmata Laurent-Perrier, affacciata sul golfo, pensata per momenti esclusivi e riservati. Uno spazio rarefatto, impreziosito da un’installazione di meduse luminose che diffondono una luce morbida e avvolgente, creando un’atmosfera sospesa,
Gli interni sono arricchiti da opere d’arte di alcuni artisti, selezionate da Marinella Home di Nocera Inferiore, che contribuiscono a rafforzare quella sensazione di immersione, come se il ristorante fosse sospeso tra mare e luce. Francesco Mastrodonato, della "The Bona Communication", cura il marketing e la comunicazione social è affidata a Francesco Corrado.


Quando mi alzo dal tavolo ho la sensazione di tornare lentamente alla realtà. Giuseppe Scicchitano, sul lungomare di Napoli, ha creato non solo un ristorante, ma un’esperienza immersiva: entri, ti lasci avvolgere, e quando esci il mare e il Vesuvio ti accompagnano.

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