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Teatro & charity
09 Febbraio 2026 - 13:07
Il Teatro Acacia del Vomero ha vissuto una serata che difficilmente potrà essere archiviata come un semplice evento benefico. È stata, piuttosto, una dichiarazione collettiva di senso, un atto pubblico in cui il teatro ha smesso i panni della rappresentazione per farsi gesto, presenza, scelta. Qui la Nida (Nazionale Italiana dell'Amicizia) Onlus Campania ha celebrato la conclusione del progetto «Nida For You», restituendo alla parola solidarietà la sua misura più autentica.
A introdurre la serata, con voce ferma e partecipe, è stata Chiara Migliaccio, referente campana dell’associazione, che dal palco ha ringraziato sostenitori, volontari e pubblico, ricordando come ogni risultato sia figlio di un cammino condiviso, fatto di ascolto e responsabilità. «Quello che celebriamo stasera - ha affermato - non è un traguardo, ma una relazione che continua».
Il teatro ha poi preso la parola con “Grisù, Giuseppe e Maria” con Francesco Procopio e Stefano Sarcinelli, nell’adattamento e nella regia di Pierluigi Iorio. Uno spettacolo capace di alternare leggerezza e profondità, strappando sorrisi e riflessioni, e confermando come la scena possa ancora essere uno spazio di umanità condivisa, dove il racconto diventa specchio e occasione di consapevolezza.
La serata ha suggellato un progetto che ha avuto il coraggio della semplicità: ascoltare. Ascoltare i bambini e i ragazzi in situazione di fragilità, incontrare le famiglie, riconoscere i desideri come parte essenziale della crescita. In questo percorso la collaborazione con l’Associazione D’altronde si è rivelata decisiva, grazie a un lavoro silenzioso, quotidiano, profondamente radicato nel territorio.
Momento di forte intensità emotiva è stato quello finale, quando la Nida Onlus Campania ha consegnato all’Associazione D’altronde un assegno di 8.100 euro, destinato a sostenere la missione e il progetto «For You» e che permetterà concretamente la realizzazione di 18 desideri di bambini e ragazzi già individuati nel percorso solidale. Un intervento fattivo, che ha reso visibile ciò che spesso resta invisibile: la possibilità di trasformare la cura in azione.
E forse è proprio questo il senso più profondo emerso al Teatro Acacia: comprendere che aiutare non significa colmare un vuoto, ma riconoscere una presenza. Perché ogni desiderio realizzato non è solo un dono ricevuto, ma una domanda rivolta a tutti noi: che tipo di comunità scegliamo di essere, quando decidiamo di non voltare lo sguardo?
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