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Scuola
24 Febbraio 2026 - 14:20
PIANO DI SORRENTO. A Villa Fondi, venerdì 27 febbraio, gli alunni delle classi seconde e terze dell’Istituto comprensivo presieduto dal prof. Raffaele Russo, hanno partecipato a Libriamoci, l’iniziativa nazionale, promossa dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione, giunta alla dodicesima edizione con lo scopo di diffondere il piacere della lettura e far capire ai ragazzi che un libro non è un oggetto polveroso, ma una finestra aperta sul mondo.
E proprio per questo, la tematica scelta dalle docenti di lettere ha tratto ispirazione dal libro di Umberto Galimberti, 'Che tempesta! 50 emozioni raccontate ai ragazzi'.
Ospite molto gradito dai ragazzi, don Rito Maresca che è riuscito non solo a far emergere le emozioni dei ragazzi, ma soprattutto a farle condividere. Una mattinata in cui non solo sono state lette delle storie, ma docenti e discenti hanno provato a navigare in quella che Galimberti definisce una vera “tempesta”: il mondo delle emozioni.
Gli alunni hanno dato voce a 12 delle 50 emozioni, intese come app del telefono: ognuna con una funzione specifica: la Rabbia quale senso di giustizia che si attiva, la Paura come bodyguard personale, la Tristezza vista come modo in cui il cuore chiede una pausa per ripararsi.
“La paura ci blocca”, ha affermato don Rito, perché ci hanno insegnato una frase bruttissima: “a volte si vince, a volte si perde”, ma non è così. L’espressione più bella e più vera è che “a volte si vince, a volte si impara! Quando si perde si può imparare. Gli errori sono straordinari e la paura ci ruba la sapienza che è negli errori stessi.”
Largo spazio è stato riservato, poi, alla condivisione di storie e di emozioni che hanno fatto emergere non solo la fragilità degli adolescenti, ma soprattutto il loro bisogno di sentirsi accolti dalla comunità. “La nostra vita”, ha proseguito don Rito, “è spessa quanto le nostre emozioni; senza di esse la nostra vita sarebbe esile come un foglio di carta. Le emozioni sono lo spessore della nostra vita e noi possiamo essere contemporaneamente contenti e tristi allo stesso tempo. Le emozioni sono un collante della memoria. Non esistono vite perfette, ma vite vissute”.
“Una mattinata intensa”, ha dichiarato la referente, prof.ssa Angela Maria Altrui, “le cui vere protagoniste sono state le emozioni e la missione si è conclusa (ma lasciando spiragli di interventi in classe) con una maggiore consapevolezza.”
“Il trucco”, ha concluso un’ allieva di seconda media, “non è "spegnerle" per sembrare forti, ma imparare a leggerle. Non siamo le nostre emozioni; noi siamo il pilota, e loro sono il cruscotto. Imparare a dare un nome a quello che sentiamo è il primo passo per non farci guidare dal caos, ma per guidare noi la nostra vita.
Spesso ci dicono che siamo 'troppo' tutto: troppo arrabbiati, troppo pigri, troppo fissati con lo smartphone o troppo sensibili. Ma leggendo queste pagine di Galimberti, abbiamo capito che questo 'troppo' in realtà è solo la nostra tempesta. È il modo in cui stiamo crescendo. Oggi abbiamo visto che non c’è niente di male ad aver paura, a sentirsi annoiati o a provare una rabbia che non sappiamo spiegare.
Sono tutte parti di noi, proprio come l'amore o l'entusiasmo. La cosa importante che ci portiamo via da qui è che non dobbiamo nascondere quello che sentiamo solo perché gli adulti a volte non ci capiscono. Le pagine che abbiamo letto oggi ci dicono che le emozioni sono come dei superpoteri: se impariamo a conoscerle, possiamo usarle per capire chi siamo davvero e cosa vogliamo.”
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