Cerca

A Salerno

Madison, l’arte bianca e la cucina che raccontano il presente

Un percorso di gusto tra impasti d’autore, visioni contemporanee e piatti raffinati

Madison, l’arte bianca e la cucina che raccontano il presente

Vincenzo Rea

Nel mosaico sempre più articolato della ristorazione campana, Madison Pizza & Ristò si distingue come un laboratorio maturo, dove l’arte bianca si fa linguaggio contemporaneo senza mai tradire la memoria partenopea. Qui la visione di Claudio Paduano e Vincenzo Rea non si limita alla costruzione di un marchio, ma si traduce in un racconto gastronomico coerente, stratificato, capace di attraversare territori e sensibilità con una cifra stilistica riconoscibile.

Le quattro sedi, da Nocera Superiore a Cava de’ Tirreni, fino ad Avellino e Salerno, compongono una geografia del gusto pensata per accogliere e accompagnare. Ambienti ampi, calibrati nei toni e nella luce, fanno da cornice a un servizio attento, quasi teatrale, sostenuto da una brigata numerosa e ben orchestrata. Non è un caso che l’ingresso nella guida 50 Top Pizza abbia consacrato il Madison tra le realtà più interessanti del panorama internazionale.

Il cuore dell’esperienza resta l’impasto: una lenta lievitazione naturale di ventiquattro ore, che restituisce al morso una leggerezza ariosa, fragrante, profondamente digeribile. È la base su cui si innestano intuizioni e accostamenti, sempre governati da una selezione rigorosa delle materie prime.

Ma è stato nel recente press lunch nella sede di via Tagliaferri a Salerno, guidato con misura e competenza dallo stesso Rea, che la cucina ha mostrato il suo volto più narrativo. L’apertura affidata a una cheesecake di salmone, con tartare delicata, pane aromatico, cremoso al formaggio e una nota agrodolce di cipolla caramellata, ha subito dichiarato l’intenzione di giocare tra consistenze e contrasti. Accanto, la frittatina Nerano, arricchita da stracciata di bufala e da una raffinata tartare di gambero rosso di Mazara, ha evocato la tradizione trasformandola in materia elegante, accompagnata dalle bollicine del Tallero Cuvée.

Il mare è tornato protagonista nello “Smeraldo”: spaghetti di grano duro avvolti in un pesto di pistacchio, con tonno rosso e zest di limone a illuminare il piatto, in dialogo con un Franciacorta Brut Gatti, teso e pulito. Poi il padellino “Pre Summer”, dove il carpaccio di Black Angus incontra la morbidezza lattica della stracciata e la freschezza vegetale di rucola e pomodorini semi dry.

Più audace la proposta “4 formaggi non è”, un equilibrio tra provola affumicata di bufala, fior di latte, blu di bufala e caciocavallo, vivacizzato da salamino piccante e miele d’acacia: un gioco di pieni e contrappunti esaltato dal Gragnano Ottouve della Penisola Sorrentina.

A chiudere, la pastiera napoletana, fedele alla tradizione, quasi a suggellare un percorso che non dimentica le proprie radici. Completa l’offerta una carta dei vini attenta, con etichette selezionate e bollicine di pregio, mentre non manca una sensibilità concreta verso l’inclusività, con proposte senza glutine che non sacrificano gusto né identità.

Madison, in definitiva, non è soltanto un luogo dove si mangia bene: è un racconto gastronomico in continua evoluzione, che sa parlare con misura al presente senza smarrire la voce antica della propria terra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori