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Corruzione e legami con la camorra, arrestato giudice: in cella anche consigliere municipale

Corruzione e legami con la camorra, arrestato giudice: in cella anche consigliere municipale

NAPOLI. Un giudice del Tribunale di Napoli è stato arrestato assieme ad altre quattro persone nell'ambito di un'operazione anticorruzione della polizia, coordinata dalla procura di Roma e denominata "San Gennaro". I cinque sono indagati, a vario titolo, per corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione e favoreggiamento personale. Emersi anche collegamenti con appartenenti alla camorra. La squadra mobile di Roma sta eseguendo l'ordinanza di applicazione di misura cautelare personale a carico dei 5 indagati e contestuali perquisizioni. 

GLI ARRESTATI. Le quattro persone finite in carcere nell'operazione San Gennaro sono Alberto Capuano, 60 anni, gip presso il Tribunale di Napoli in servizio alla sezione distaccata di Ischia; Antonio Di Dio, 66 anni, consigliere della X municipalità di Bagnoli; Valentino Cassini, 52 anni, libero professionista nel commercio al dettaglio di prodotti via internet e Giuseppe Liccardo, 30 anni, legato al clan Mallardo di Giugliano. Ai domiciliari l'avvocato napoletano Elio Bonaiuto, 71 anni. Sono tutti indagati, a vario titolo, per influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione, favoreggiamento personale, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e corruzione in atti giudiziari.

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