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Il racket agli ambulanti: ecco il tariffario dei clan

Il racket agli ambulanti: ecco il tariffario dei clan

Il tariffario imposto dal gruppo Mazzarella-Ferraiuolo nella zona della Maddalena

Le rate pagate dai commercianti della zona fino al blitz di giugno scorso con 9 arresti

NAPOLI. Cinquanta euro per le bancarelle abusive, 20 per quelle regolari. Ecco il “pizzo” 2019 ideato e attuato dal gruppo Mazzarella-Ferraiuolo che operava alla Maddalena prima degli arresti di giugno scorso. Una novità secondo gli investigatori che hanno compiuto un’indagine a tempo conclusasi con le manette per 9 persone: 8 uomini e una donna, moglie di un affiliato al clan. La differenziazione della tangente doveva probabilmente servire, nelle intenzioni dei taglieggiatori, a non farsi dire di no dalle vittime. Invece c’è stata una ribellione e sono fioccate le denunce. I componenti del gruppo di estorsori, emerge dall’inchiesta, utilizzavano le tariffe differenziate anche in altri casi, chiedendo 10 o 20 euro a settimana per un totale di 80 invece di 100. Poi era scattato l’aumento, chiesto ai venditori in particolare da Antonio D’Andrea detto “Tonino 38”, con la conseguente ribellione delle vittime. Va considerato che nella zona della Maddalena, dove storicamente gli ambulanti del mercato rionale sono sottoposti a pressioni della malavita organizzata, il pagamento del “pizzo” è stata una regola più che un’eccezione fino alla primavera scorsa, quando un numero consistente di venditori di strada non ne poté più e si rivolse alla polizia, precisamente al commissariato Vicaria-Mercato e alla squadra mobile della questura. Le indagini sono state rapide e il 20 giugno scorso sono scattati i provvedimenti di fermo. Tra gli arrestati di maggiore spicco c’è Gaetano Della Porta, di cui ha parlato Francesco Mazzarella, nipote di Vincenzo, indicandolo come uno “considerato della famiglia Mazzarella per essere il suocero di Paolo Ottaviano”. Quest’ultimo, cugino dei Mazzarella, per un periodo secondo gli inquirenti resse le redini del clan prima di essere arrestato.  Il 68enne è stato poi riconosciuto in fotografia da 3 vittime dopo una prima indicazione generica: “una persona anziana”. Puntate soprattutto sull’alleanza Mazzarella-Ferraiuolo le dichiarazioni di Cristiano Piezzo e Carmine Campanile, altri due collaboratori di giustizia che da un anno circa sono passati dalla parte dello Stato. Il primo ha raccontato che «quando Gaetano Ferraiuolo è uscito dal carcere, poiché nessuno voleva avere a che fare con lui in quanto nipote di un pentito, grazie ai suoi rapporti con “Mortadella” che aveva pagato un omicidio con i Mazzarella e in particolare con Michele Mazzarella, è riuscito a raggiungere un accordo con i Mazzarella per avere il controllo della Maddalena, come era stato previsto anni indietro con Maurizio Ferraiuolo». Carmine Campanile ha puntato il dito contro Massimo Ferraiuolo, pur specificando di non conoscerlo. «Nella foto numero 28», ha messo a verbale lo scorso 28 febbraio, «riconosco questa persona come “Pasqualino”, fratellastro di Antonio Frasca. L’ultima volta che l’ho visto è stato al funerale di mio padre. Pasqualino (identificato poi per Pasquale Salvia di 37 anni, tra gli arrestati nell’inchiesta, ndr) è un “mazzarelliano” di ferro e fino a poco tempo gestiva la Maddalena, passata a Massimo Ferraiuolo». Salvia è stato l’unico a rispondere al gip, dicendo di essere vittima di un complotto. 

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