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16 Settembre 2019 - 07:00
Si fingeva avvocato esperto in incidenti stradali e si faceva consegnare il denaro
NAPOLI. Da l’uomo che regalò la pizza al Papa a truffatore di anziani. È la storia di Vincenzo “Enzo” Cacialli, imprenditore 47enne napoletano, arrestato giorni fa dalla squadra mobile di Genova al termine di lunghe indagini condotte nel capoluogo ligure e a Torino. Indagini partite dopo una serie di denunce accomunate tutte dalla stessa tipologia di reato, ovvero la truffa, e dallo stesso metodo utilizzato dai malfattori. «Sono il legale Demichelis, suo nipote ha provocato un incidente e ha bisogno urgente di soldi perché si trova in carcere». Una tecnica, quella del finto avvocato, ben nota e piuttosto collaudata per raggirare anziani, come dimostrano i numerosi arresti avvenuti anche quest’estate, periodo in cui il fenomeno delle truffe aumenta in maniera esponenziale. Cacialli, secondo la ricostruzione degli “007”, si presentava come un avvocato esperto in sinistri. Raccontava agli anziani dicendo che un loro parente, quasi sempre un figlio o un nipote, era rimasto coinvolto in un grave incidente e che aveva urgente bisogno di aiuto perché era stato arrestato. Una volta conquistata la fiducia della vittima di turno e avuto il suo assenso, si recava all’abitazione, intascava il denaro per poi dileguarsi. Ad incastrare Cacialli vi sarebbero i fotogrammi di alcuni filmati che lo hanno immortalato sotto le abitazioni delle persone truffate e alla stazione dove saliva sul treno che lo avrebbe riportato a Napoli. Un truffatore seriale in trasferta, così viene definito dagli investigatori che lo ritengono autore di ben quattro colpi a danni di anziani messi a segno a Genova e a Torino. Fino all’ultimo raid in cui è scattato il blitz: Cacialli è stato arrestato in flagranza di reato proprio a Torino, sul corso Vittorio Emanuele. Nelle sue grinfie era finita una donna di 85 anni dalla quale il pizzaiolo era riuscito a farsi consegnare anelli e gioielli in sostituzione del denaro. Preziosi che sono stati riconsegnati alla vittima. Le indagini, intanto, proseguono. Cacialli, secondo la polizia, non agiva da solo.Gli investigatori cercano il complice, un centralinista che cominciava gli approcci con gli anziani, Cacialli poi li raggiungeva a domicilio per ritirare il denaro e in treno tornava a Napoli per proseguire nelle sue normali attività. “Enzo” Cacialli, già noto imprenditore pizzaiolo in città, è salito alla ribalta della cronaca nel 2015. Era il 23 marzo, a Napoli era in visita pastorale Papa Francesco. Cacialli, in suo onore, realizzò una pizza speciale con i colori del Vaticano: mozzarella di bufala, pomodorini gialli e la scritta "W il Papa". Attese il passaggio sul lungomare del Pontefice a bordo della Papamobile e gliela consegnò. L’allora 43 anni, pizzaiolo e gestore insieme ad alcuni soci, della pizzeria "La figlia del Presidente" nel centro storico di Napoli, da quel momento diviene famoso per aver regalato la pizza al Papa. Le sue foto fecero il giro del mondo e venne celebrato da giornali e tv, compresa la Cnn.
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