Cerca

Imprenditori sotto usura, così è stato incastrato il ras Trambarulo

Imprenditori sotto usura, così è stato incastrato il ras Trambarulo

NAPOLI. Usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso per prestiti a un tasso di interesse superiore del 50 per cento di quello legale. Ecco le accuse per cui è di nuovo finito in carcere uno dei personaggi più noti della camorra napoletana, Gennaro Trambarulo “’o pazzo” o “’o montato”, un ras traversale rispetto all’Alleanza di Secondigliano in quanto di assoluta fiducia dei boss dei tre clan alleati: i Contini, i Licciardi e i Mallardo. Per il 59enne le manette sono scattate il 5 novembre scorso con un fermo disposto dalla Dda, convalidato l’altro ieri dal giudice per le indagini preliminari. Stessa sorte è toccata alla convivente, Carmela Pellegrini, che avrebbe collaborato con il pregiudicato nel mettere sotto scacco due imprenditori dei settori alimentare e tessile.   Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, al termine di serrate indagini, a incastrare (ferma restando per gli indagati la presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva) Gennaro Trambarulo e Carmela Pellegrini. In particolare “’o pazzo” è fortemente sospettato di avere agito, quanto ai fatti per i quali è stata emessa misura cautelare, nell’interesse e per conto del gruppo Mallardo, componente e fondatore insieme ai Licciardi e ai Contini, dell’Alleanza di Secondigliano. Le indagini hanno permesso di stabilire che Trambarulo e la compagna si sono resi responsabili, a seconda delle posizioni, di violenza privata, usura ed estorsione continuate, aggravate dalla circostanza di cui all’articolo 416 bis ai danni di due imprenditori che operano nell’hinterland nel settore alimentare e tessile. L’indagine, condotta dai carabinieri di Castello di Cisterna, coordinati dalla procura antimafia, ha consentito di documentare la stipula di prestiti alle vittime a un tasso notevolmente usurario, talora superiore al 50 per cento rispetto alla soglia legale, per un importo finale preteso pari in un caso a 250mila euro e nell’altro a 500mila. Il tutto da pagare in varie rate a partire dall’anno 2002 e fino all’anno 2017, riscosse secondo modalità tipicamente mafiose. Le attività di intercettazione ambientale e le dichiarazioni delle persone offese hanno dato conferma della profonda prostrazione delle vittime, le quali immediatamente dopo aver ottenuto il prestito sono state costrette a pagare mensilmente somme di danaro a titolo di interesse, senza mai estinguere la sorta capitale. Il fermo è stato convalidato, per Trambarulo in quanto fermato a Napoli, dal gip presso il Tribunale partenopeo; per Carmela Pellegrini, bloccata a Nola, dal gip nolano. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto fondato il pericolo di fuga.  Gennaro Trambarulo, condannato il 10 luglio scorso in primo grado all’ergastolo per omicidio, si è reso in diverse occasioni irreperibile, come hanno accertato i poliziotti della Squadra Mobile della questura. in prossimità di ogni udienza, all’esito della quale sarebbe potuto scattare per lui l’arresto, si allontanava dall’Italia. A dimostrazione del suo carisma Gennaro Trambarulo, secondo i poliziotti della Squadra mobile della questura, una volta intervenne per ricomporre una lite tra Ettore Bosti e Giuseppe Ammendola, entrambi pezzi da novanta del clan Contini.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori