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Rifiuti davanti all’ospedale Cardarelli, ci pensa il parcheggiatore-spazzino

Rifiuti davanti all’ospedale Cardarelli, ci pensa il parcheggiatore-spazzino

Nelle operazioni di passaggio i camion Asìa lasciano scarti in strada. Il “guardiamacchina”: «Tutti i giorni è così». Sporca anche via Bernardo Cavallino. Continua a soffrire Napoli Est

NAPOLI. I mezzi Asìa scaricano la spazzatura all’interno di un grosso compattatore prima di conferire agli stir. Durante le operazioni di passaggio da un mezzo all’altro, qualche rifiuto si riversa in terra sparpagliandosi in strada a causa del forte vento. I dipendenti, però, puliscono solo in parte quanto caduto e allora, una volta andati via i camion, ci pensa un parcheggiatore abusivo a ramazzare affermando anche di compiere la stessa azione ogni giorno. L’ennesimo paradosso riguardante la complessa questione rifiuti accade dinanzi all’ospedale Antonio Cardarelli senza che se ne accorga nessuno. O quasi nessuno.

DEGRADO DAVANTI AL CARDARELLI. Siamo attorno alle 10.30 di mercoledì e nei pressi della vecchia postazione dei bus Anm a pochi metri dall’ingresso principale del più importante nosocomio del Sud Italia, tra le strisce blu, lo stazionamento dei pullman regionali e le aiuole, si mettono in fila come di consueto i mezzi della raccolta di Asìa intenti a scaricare nel compattatore il contenuto raccolto nel corso del consueto giro mattutino (a permettere che lì sostino i camion di Asìa è la legge 152/2006 in materia di rifiuti secondo quanto ci dicono dall’assessorato comunale all’Ambiente retto da Raffaele Del Giudice) e consentire così il trasferimento agli impianti adibiti alla ricezione della spazzatura. Durante il passaggio da un mezzo all’altro, cosa che può senz’altro capitare vista la portata della spazzatura raccolta, un paio di arance marce, foglie rinsecchite e altro materiale indifferenziato non riescono a entrare nel compattatore e finiscono a terra. Logica vuole che subito dopo il travaso della spazzatura, visto che i mezzi sono muniti di scope, gli operatori ecologici puliscano quanto cascato per lasciare pulita l’area vicina al Cardarelli. «Appena terminano, puliranno e spazzeranno tutto» assicura un dipendente Asìa in attesa del suo turno, l’ultimo previsto in questo scorcio di mattinata, per scaricare. Una promessa da marinaio però, perché lo spazzamento è parziale mentre il resto o vola via per il vento o resta abbandonato sul posto. In pochi minuti, i camion di Asìa si allontanano lasciando un odore nauseabondo, le arance e tutto il resto.

IL PARCHEGGIATORE-SPAZZINO. Non trascorre neppure un minuto ed ecco che si affaccia all’orizzonte un uomo, con cappello in testa e scopa tra le mani. Si tratta di un parcheggiatore abusivo, un habitué del posto, che inizia ad inveire contro i dipendenti Asìa facendo una sorta di morale. «Non è possibile, tutti i giorni accade questo. I camion lasciano a terra parte della spazzatura, io vengo e pulisco. In questo modo la città non sarà mai pulita». Mentre parla, una pattuglia della polizia municipale si aggira per il posto verbalizzando le auto in infrazione. «Io - aggiunge l’uomo - faccio il “guardiamacchine’’ fuori al Cardarelli da 27 anni, i vigili urbani lo sanno. Mi dovrebbero dare la pensione e invece non posso prendere nemmeno il Reddito di cittadinanza perché sono stato sanzionato molte volte e non ne ho diritto. Però al posto ci tengo e pulisco, al contrario di altri». Oltre al parcheggiatore-spazzino, a confermare come la pratica di lasciare sporco il punto d’incrocio dei camion Asìa, sono due autisti di bus regionali in sosta in attesa di partire. «Capita parecchie volte, c’è sporcizia e puzza - dicono - E non siamo in un posto normale ma davanti ad un ospedale, non è tollerabile». All’esterno e all’interno dell’enorme area del Cardarelli, stessa cosa al Policlinico, la pulizia è più o meno garantita. Basta però spostarsi di alcuni metri per vedere uno scenario completamente diverso. È il caso di via Bernardo Cavallino, (strada dove sorge la Clinica Villa Bianca) con materassi, un frigorifero, una vecchia tapparella e varie buste di umido ammassate vicino le campane per la differenziata. «I punti cardinali sono per noi tutti prioritari nella bonifica dall’area Est all’area Nord a quella Ovest», ribadisce la presidente di Asìa Maria De Marco. Particolarmente difficile, tra le altre, resta la situazione di Napoli Est e in particolare nel quartiere di Ponticelli. Sacchetti di indifferenziato ed umido e addirittura carcasse di auto si segnalano in viale Carlo Miranda. Migliora, almeno in parte, la situazione nel quartiere Pianura dopo la bonifica di aree come via Provinciale, via Cannavarino e la zona antistante il parco Attianese dove però, dicono dalla nona Municipalità, i cumuli stanno di nuovo formandosi. Ripulita anche la zona di Soccavo in particolare via IV Novembre, via Garzilli e via Risorgimento.

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