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08 Settembre 2020 - 18:46
I Carabinieri della Compagnia di Maddaloni hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale, emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, nei confronti di 7 soggetti: Fabio Romano, Antonio Tagliafierro, Giovanni Ventrone, Aniello Zampella, Luigi Iovino, Domenico Tagliafierro e Maria Lucia Traviso.
Il provvedimento scaturisce dall’attività di indagine posta in essere da Aprile 2017 a Novembre dello stesso anno, nata come ulteriore sviluppo investigativo susseguente all’omicidio di Francesco Correra (avvenuto nel settembre 2015) per motivi riconducibili alla gestione della piazza di spaccio a Maddaloni in Via Feudo 54.
I militari del Nucleo Operativo sono così riusciti a ricostruire l’effettiva esistenza di un articolato sodalizio criminale dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina, eroina e crack, avente come base logistica proprio il comprensorio di case Iacp.
Nello specifico durante l’attività di indagine sono stati riscontrati ben 56 episodi di cessione di sostanza stupefacente. Le attività intercettive telefoniche, ambientali e video, hanno permesso ai carabinieri di identificare il capo del sodalizio criminoso in Fabio Romano, che si serviva attivamente di più pusher.
Gli altri sodali, secondo gli investigatori, si spartivano il controllo di una determinata e ben precisa attività all’interno del gruppo: Ventrone fungeva da “custode” dello stupefacente e del materiale di confezionamento (detenendo il tutto in una soffitta di una sua abitazione), Zampella gestiva autonomamente un pacchetto di clienti facendo riferimento alla figura di Romano per l’approvvigionamento, i due Tagliaferro e Iovino erano i tre maggiori di pusher del gruppo, mentre Traviso gestiva la rendicontazione sia della sostanza stupefacente che dei proventi illeciti.
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