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Trema il “sistema” di Caivano, il “re” delle estorsioni si pente

Trema il “sistema” di Caivano, il “re” delle estorsioni si pente

I ras del Parco Verde rischiano: Ciro Lomasto passa dalla parte dello Stato

NAPOLI. Terremoto nella mala di Napoli Nord, un nuovo collaboratore di giustizia è pronto a mettere alle corde gli ultimi capi del “sistema” che ormai da qualche anno investigatori e inquirenti definiscono senza esitazione come la “nuova Scampia”. In ballo, neanche a dirlo, c’è il business milionario del traffico di sostanze stupefacenti: fiumi di droga, cocaina soprattutto, che dal Parco Verde di Caivano hanno letteralmente inondato le basi di spaccio di tutta Napoli, hinterland orientale compreso. Ma Ciro Lobascio, arrestato nel novembre dello scorso anno e inquadrato dalla Dda come il gestore del racket per conto del temibile clan Sautto-Ciccarelli, sarebbe pronto a fare luce anche su alcuni gravi fatti di sangue ancora irrisolti.

 

COLPO DI SCENA. La decisione di Lobascio, napoletano, 36 anni compiuti nel luglio scorso, è emersa nel corso della penultima udienza del processo di primo grado che si sta celebrando con il rito abbreviato innanzi al gip Aufieri. Alla sbarra c’è buona parte del gotha della mala di Caivano e proprio davanti agli imputati il pubblico ministero titolare dell’indagine ha annunciato l’attendibilità dei nuovi collaboratori di giustizia. La decisione di Ciro Lobascio era stata infatti preceduta nel settembre scorso da un altro pezzo da novante della camorra di Napoli Nord, l’ex narcos Vincenzo Iuorio.

Le dichiarazioni dei due neo pentiti si profilano a questo punto a dir poco dirompenti. Ciro Lobascio, infatti, è stato inquadrato come una della figure al vertice della cosca capeggiata dai ras Antonio Ciccarelli e Nicola Sautto. Stando all’accusa formulata all’interno dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 12 novembre del 2019, Lobascio sarebbe stato, in particolare, uno dei responsabili del clan per quanto concerne la gestione del pizzo: il 36enne avrebbe minacciato e intimidito i commercianti e gli imprenditori della zona di Caivano, formulando contro di loro ben precise richieste di denaro.

 

CLAN ALLE CORDE. Ciro Lobascio è stato già sottoposto ai primi interrogatori e il contenuto delle sue deposizioni resta per il momento rigorosamente top secret.

CAMORRA Il 36enne capozona fu arrestato un anno fa per associazione mafiosa e racket Trema il “sistema” di Caivano, il “re” delle estorsioni si pente Stando a quanto affermato dal pm in aula, la portata delle sue rivelazioni, così come di quelle di Iuorio, si preannuncia però di assoluta consistenza. Il neo collaboratore di giustizia, oltre a conoscere in profondità la gestione del racket e delle piazze di spaccio del Parco Verde, avrebbe tra l’altro già fornuito alcune delucidazioni in merito a dei fatti di sangue ad oggi ancora irrisolti.

L’11 settemebre scorso il “Roma” aveva rivelato poi la decisione di Vincenzo Iuorio di passare dalla parte dello Stato. Un pentimento lampo, che nel giro di appena un paio di mesi rischiò però di naufragare: il suo clan, come emerso da una raffica di intercettazioni telefoniche e ambientali, aveva infatti provato a corromperlo assicurandogli un lauto sostentamento familiare durante la permanenza in carcere. Un piano criminale che non è però andato a buon fine.

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