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01 Giugno 2021 - 06:45
IL BLITZLa rete di pusher operava anche a San Gennaro Vesuviano e Cimitile. A capo del gruppo Luigi Cozzolino e Vincenzo Napolitano
NAPOLI. Un’alleanza tra quattro gruppi criminali per lo spaccio di droga nell’area nolana, con almeno due capi a gestire gli affari: Luigi Cozzolino “Cocacola” e Vincenzo Napolitano “il comunista”. Trentacinque gli indagati, tra i quali diciotto destinatari della misura cautelare eseguita all’alba di ieri dai carabinieri. I traffici avvenivano tra Nola, Casamarciano, San Gennaro Vesuviano e Cimitile, ma non mancava l’aggancio con Napoli come spesso accade trattandosi di un giro di sostanza stupefacente. I referenti partenopei erano Salvatore Lappone detto “Sasà” di Barra e Ciro Reale di Portici. L’inchiesta, coordinata dalla Dda, si è avvalsa essenzialmente di intercettazioni telefoniche e ambientali, supportata da riscontri. Ieri mattina sono stati i carabinieri del comando provinciale di Napoli a dare esecuzione a due distinte misure cautelari personali. Complessivamente i militari hanno notificato tredici provvedimenti in carcere, uno agli arresti domiciliari e cinque divieti di dimora, di cui due in Campania, uno nella provincia di Napoli e due nel comune di Cimitile), emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. I diciotto indagati (ferma restando la presunzione d’innocenza fino all’eventuale condanna definitiva) sono gravemente indiziati, a seconda delle varie posizioni, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dalla composizione di più di dieci persone e dalla disponibilità di armi, e di detenzione ai fini di spaccio per coloro i quali le accuse sono meno gravi. Le indagini, condotte dal nucleo operativo e dal radiomobile della compagnia dei carabinieri di Nola, hanno permesso di documentare le dinamiche inerenti alla gestione dell’attività di spaccio di stupefacenti nell’area nolana, individuando quattro distinti gruppi criminali, attivi, rispettivamente, nei comuni di Nola, Casamarciano, San Gennaro Vesuviano e Cimitile. È stato accertato, inoltre, come i sodali intrattenessero rapporti con uomini riconducibili a circuiti criminali attivi nel comune di Napoli, funzionali all’approvvigionamento dello stupefacente. Nel corso dell’inchiesta sono state tratte in arresto in flagranza di reato altre cinque persone con il contemporaneo sequestro di circa un chilogrammo di sostanze stupefacenti di vario genere: cocaina, hashish e marijuana. Sempre nella mattinata di ieri gli uomini dell’Arma hanno compiuto anche diciassette perquisizioni domiciliari delegate dall’autorità giudiziaria, finalizzate alla ricerca di sostanze stupefacenti, nei confronti di altrettanti indagati che non figurano tra quelli destinatari di misura cautelare. Circostanza che farebbe pensare a ulteriori possibili sviluppi investigativi futuri da qui ai prossimi mesi. Lo schema cui si rifacevano gli indagati è il solito. I contatti avvenivano attraverso telefonate e messaggini sui social network, cosicché agli investigatori è ba-stato agganciare l’uomo giusto per far decollare le indagini. D’altro canto la bravura degli investigatori sta proprio in questo. Sono così emersi i contatti con i due napoletani (anche se uno abita a Portici) e la ricerca da parte dei capi dei quattro gruppi criminali di fornitori che praticavano prezzi anche inferiori a quanto fino a quel momento pagavano.
_ L’indagine è stata condotta dai carabinieri
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