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Rischio faida in tre quartieri: escalation di stese e agguati

Rischio faida in tre quartieri: escalation di stese e agguati

Clan della periferia nord in fibrillazione, subbuglio anche tra i Giuliano.I fari delle indagini puntati sulle zone di Miano, Montecalvario e Forcella

NAPOLI. Tre quartieri in fibrillazione negli ambienti camorristici: due in maniera palese, uno in modalità silenziosa. È l’analisi più approfondita e recente sulla camorra in città, sicuramente spaccata a metà per l’annosa guerra tra l’Alleanza di Secondigliano e il pianeta Mazzarella, ma anche attraversata da tensioni interne in varie zone. Come a Miano, ai Quartieri Spagnoli e a Forcella, dove il pentimento di Salvatore Giuliano “’o russ” ha lasciato strascichi che arrivano con chiarezza alle orecchie di esperti investigatori e non fanno presagire nulla di buono. Nel frattempo però è alla periferia e nei dintorni di Secondigliano che si vivono i giorni più pericolosi. L’approfondimento su quanto sta succedendo a Napoli è opera di un organo investigativo da anni sulla breccia e capace di ascoltare il territorio distinguendo le voci attendibili da quelle false. Cosicché è emerso che sia a Miano che ai Quartieri Spagnoli almeno per il momento la tregua sembra lontana mentre a Forcella sta reggendo un equilibrio che potrebbe presto rompersi. Analizziamo la situazione, con i dati a nostra disposizione, quartiere per quartiere.

Con un’importante premessa: all’ombra del Vesuvio, salvo casi di inossidabilità nelle alleanze o di odi atavici, gli accordi e i disaccordi lasciano il tempo che trovano. Così si spiega l’alto numero di episodi di sangue e di sparatorie a differenza di ciò che accade nella mafia, molto più statica sotto questo aspetto. A Miano, una volta feudo dei Lo Russo soprannominati i “Capitoni” per la capacità di mediazione e di uscire da situazioni pericolose grazie a una notevole elasticità, dopo i colpi giudiziari subiti dai Balzano-Scarpellini e i nemici Cifrone si è riproposto il dualismo tra “Miano di sopra” e “Miano di sotto”. Con la differenza rispetto al recente passato che il territorio oggetto di contesa si è allargato a Marianella, Piscinola e Chiaiano. Secondo gli investigatori in ballo ci sarebbe il controllo delle estorsioni oltre che il traffico di droga, attività illecita base in quasi tutti i quartieri di Napoli. Polizia e carabinieri stanno lavorando alacremente per risolvere gli ultimi casi e come spieghiamo meglio a parte, le indagini sarebbero a buon punto per ciò che concerne l’omicidio di Antonio Avolio e la “stesa” in via primo del Ponte.

Ai Quartieri Spagnoli l’epicentro della guerra di camorra è invece vico lungo San Matteo, dove abitano alcuni congiunti dei Valentinelli, contro cui i Verrano-Nocerino avrebbero lanciato una violenta offensiva. A inizio settimana si è verificata l’ultima “stesa” notturna mentre a giugno si è sfiorata la tragedia per l’agguato fallito che ha coinvolto due uomini che lavoravano in un cantiere edile: Enrico De Maio e Vittorio Vaccaro.Forcella è infine un capitolo a parte e secondo alcuni investigatori dai capelli bianchi la notizia del pentimento di Salvatore Giuliano “’o russ”, nipote di secondo grado dell’ex “rre” Luigi Giuliano detto “Lovegino”, ha sparigliato le carte. L’equilibrio faticosamente raggiunto, in una zona storicamente divisa con i Mazzarella quanto a zone di influenza, sarebbe a rischio. Ecco perché tra le forze dell’ordine è scattato l’allarme rosso

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