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Alba di manette a Ponticelli, presi i ras della nuova faida

Alba di manette a Ponticelli, presi i ras della nuova faida

Minacce ed estorsioni per comandare: «Paga o ti spariamo nelle ginocchia».Scacco ai clan De Luca Bossa-Casella e De Martino “Xx”: undici arresti

NAPOLI. Periferia est di Napoli nella morsa della camorra, dopo l’ultima violentissima escalation di sangue e piombo lo Stato torna a riprendersi Ponticelli. Il blitz è scattato alle prime luci di ieri e ha visto entrare in azione polizia e carabinieri, i quali, in esecuzione di due decreti di fermo emessi dalla Procura antimafia, hanno arrestato undici persone a vario titolo accusate di mafia, estorsione e armi. In manette alcuni dei massimi esponenti dell’agguerrito clan Casella di via Franciosa, gruppo satellite dei capifila De Luca BossaMinichini.

Nel mirino degli inquirenti sono però finiti anche alcuni dei vertici del contrapposto clan, vale a dire i De Micco-De Martino. Tra i destinatari del provvedimento spiccano i fratelli boss Giuseppe, 43 anni, ed Eduardo Casella, 37 anni, Luigi Austero, 26 anni, e il rampollo Nicola Aulisio, 23 anni. Finiti in manette anche Giovanni Rinaldi, 26 anni, Giovanni Mignano, 27 anni, e Youssef Christian Hathrouby, 22 anni. Le porte del carcere si sono aperte infine anche per Salvatore De Martino, fratello del più noto e già da tempo detenuto Antonio, ritenuto il nuovo reggente del clan con base nel popolare rione Fiat e sua moglie Maria, Francesco Pignatiello e suo figlio Pasquale. Il blitz arriva a pochi giorni di distanza dall’omicidio del 23enne nipote del boss Antonio De Luca Bossa, Carmine D’Onofrio, e dalla bomba piazzata davanti casa del ras recentemente scarcerato Marco De Micco. La retata di ieri mattina non è però collegata a questi ultimi fatti di cronaca.

Gli inquirenti hanno però fatto luce su alcuni gravi episodi che avrebbero visto protagonisti gli esponenti dei due cartelli rivali. Emblematica del clima di terrore instaurato nel quartiere la vicenda che avrebbe visto protagonista il clan De Luca Bossa. Aulisio, Austero, i fratelli Casella, Mignano, Rinaldi e Hathroubi avrebbero infatti imposto una tangente estorsiva ai danni di Michele Frattini, parcheggiatore abusivo molto attivo nella zona dell’Ospedale del Mare, cioè a due passi dal Lotto 0, la roccaforte dei De Luca Bossa.

La intimidazioni, stando a quanto riportato nel provvedimento del pm, sarebbero iniziate il 23 ottobre scorso, quando due soggetti al momento non identificati avrebbero affiancato l’obiettivo e affermato: «Tu mi conosci... sai chi sono! Io mi chiamo Umbertino De Luca Bossa... se vuoi lavorare a Ponticelli devi pagare cento euro a settimana altrimenti devi andare via e mettiamo un nostro ragazzo a lavorare all’Ospedale del Mare». Il copione si sarebbe poi ripetuto il 9 novembre, quando a entrare in azione è stato invece Hathroubi: «Devi venire nel Parco perché ti deve parlare Gino, vieni al Lotto 0 fuori all’Eurobet».

Nella stessa giornata l’indagato si sarebbe ripresentato da Frattini in compagnia di Giuseppe Casella: «Gino ti vuole parlare... non succede niente ma vieni lì». Frattini sarebbe poi andato all’incontro ricevendo l’ennesimo avvertimento. Di fronte al rifiuto della vittima l’ultima minaccia: «Se domani ti fai vedere ancora ti sparo nelle ginocchia».

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