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30 Dicembre 2021 - 16:43
«Lei è soltanto molto obesa», le avevano detto per quasi un anno nelle strutture ospedaliere a cui si era rivolta accusando dolori all'addome, difficoltà ad andare in bagno e un continuo bisogno di urinare. Fino a quando i ginecologi del Pascale, che le hanno fatto effettuare subito una risonanza magnetica, hanno visto che la donna, ucraina residente a Castellammare di Stabia, di 69 anni, era sì obesa, ma parte del suo peso era dovuto a un tumore ovarico di 9 chili, che le era cresciuto nell'addome. La donna è stata operata, ora è a casa e sta bene.
Un ovaio regolare misura in media 2 centimetri e mezzo di diametro. Quello tolto alla paziente ucraina ne misurava 40 di centimetri. L'incredibile intervento ha impegnato l'equipe di Gennaro Casella e di Felice Scala, della Ginecologia del Pascale, per quasi due ore, rendendo necessario un taglio che dal pube è arrivato fin su allo sterno della donna. Dalla risonanza non si percepiva, infatti, quanto estesa fosse la massa tumorale, così come per raccoglierla per farla esaminare si è dovuto ricorrere al secchio dei rifiuti speciali. I medici stanno aspettando l'esito dell'istologico per stabilire se la donna dovrà sottoporsi a chemioterapia. Per ora sta a casa e sta bene.
«Non è sicuramente l'intervento più complesso che la nostra equipe ha effettuato - dicono i chirurghi Casella e Scala - ma di sicuro non abbiamo mai visto un tumore tanto esteso. Quando si è presentata da noi, la donna, benché molto obesa e in età avanzata, sembrava incinta. Tuttavia, abbiamo avuto contezza della vastità del tumore solo quando l'abbiamo operata. Confidiamo in una sua rapida ripresa e il fatto che il tumore fosse circoscritto ci fa ben sperare».
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