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02 Febbraio 2022 - 07:00
Blitz nella zona dei Pisani, scoperte anche delle munizioni. Le indagini puntano sui clan del vicino rione Traiano
NAPOLI. A Pianura un blitz della polizia ha permesso di scoprire un nascondiglio di armi all’aperto, un classico della camorra degli ultimi anni soprattutto nell’area flegrea. E infatti gli investigatori, oltre ad allarmarsi per il riarmo dei clan, rivolgono la loro attenzione anche fuori quartiere. Non è detto infatti che le due pistole in perfetta efficienza trovate fossero nella disponibilità di uno dei gruppi di malavita della zona: i Carillo-Perfetto e i Calone-Marsicano-Esposito. Anzi, una delle più battute condurrebbe al rione Traiano e Fuorigrotta, dove si combatte una pericolosa guerra di camorra dall’anno scorso. A entrare in azione l’altro ieri pomeriggio sono stati i poliziotti della squadra giudiziaria del commissariato Pianura (dirigente Arturo De Leone, ispettore superiore Ernesto Lepre), i quali hanno compiuto un’operazione che per sviluppo e contesto non può essere frutto di una coincidenza fortunata.
Era tardo pomeriggio quand’è scattato il blitz nella zona dei “Pisani” conclusasi con il sequestro di armi e munizioni. In numero sufficiente per qualsiasi evenienza ma non in molti, gli investigatori hanno effettuato il controllo scoprendo, in un’intercapedine ricavata in un muro coperto da sterpaglie, 3 buste con qualcosa di sospetto all’interno. E in effetti sono spuntate le 2 pistole e le munizioni: una “Glock” 19 e una “Glock” 17, entrambe con matricola cancellata, e 78 cartucce di diverso calibro. Un arsenale sicuramente nella disponibilità della criminalità organizzata. Le indagini sono partite immediatamente e l’attenzione degli investigatori è duplice: sia verso i clan di Pianura che verso le zone confinanti, a cominciare dal rione Traiano e da Fuorigrotta, dove è in corso la guerra tra i Troncone e i Cesi-Iadonisi (legati ai Volpe, ai Bianco e ai Baratto), che questi ultimi che avrebbero l’appoggio del gruppo Sorianiello e degli Esposito di Bagnoli. Ma con i ras della zona del “Serpentone” di via Leopardi e del rione Lauro, gli alleati non sarebbero scesi direttamente in campo. Una situazione comunque, in evoluzione e che faticosamente e sta cominciando a delinearsi.
Ecco perché non si può escludere che qualcuno, temendo perquisizioni da parte delle forze dell’ordine, stia nascondendo armi e munizioni che potrebbero servire a breve. È questa comunque la pista che starebbero maggiormente seguendo inquirenti e investigatori che stanno lavorando al caso per risalire a mandanti ed esecutori dei fatti di sangue che si susseguono nell’area flegrea dal 2020 per il controllo del traffico di droga e delle estorsioni. I contrasti tra i Troncone e i Bianco-Baratto sarebbero alla base dell’omicidio di Antonio Volpe e del ferimento di Vitale Troncone, il 23 dicembre. Ma per l’agguato mortale al nipote del ras di via Costantino, Andrea Merolla, la procura e la polizia starebbero percorrendo anche la strada dei contrasti fuori quartiere, a Bagnoli in particolare. Dove risulterebbero attivi, secondo l’ultima mappa di camorra redatta dalle forze dell’ordine, i gruppi Esposito, Quotidiano e Bitonto.
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