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Profughi, Napoli in affanno

Profughi, Napoli in affanno

Ucraini a quota 5mila, Di Maio incontra i sindaci campani e prova a rassicurarli

NAPOLI. Napoli resta tra le città italiane che stanno offrendo la maggiore accoglienza ai profughi ucraini. Sono già quasi 5mila i rifugiati in fuga dalla guerra che il capoluogo partenopeo ha accolto dall’inizio del conflitto, il 24 febbraio scorso. Un numero destinato ad aumentare sempre di più. In base ai dati trasmessi ieri pomeriggio dal Viminale, soltanto nelle ultime 24 ore l’incremento è stato di 1.156 ingressi nel territorio nazionale, con Napoli che si è confermata tra le destinazioni principali assieme a Milano, Roma e Bologna.

ARRIVI CONTINUI. Un flusso inarrestabile che sta mettendo a dura prova la capacità di accoglienza della città che inizia a registrare i primi affanni, mentre finalmente qualcosa si muove sul fronte delle risorse. Sia la Regione Campania che il Comune di Napoli stanno continuando a chiedere al Governo di trasferire i soldi necessari per gestire l’emergenza, e adesso palazzo Chigi sembra pronto a farlo. ORDINANZA PER I CONTRIBUTI. Sono in arrivo i contributi «di autonoma sistemazione» per gli ucraini, nonché i fondi per le famiglie che accolgono e gli enti locali. Il Governo ha stanziato complessivamente 428 milioni di euro da destinare all’accoglienza. Il Dipartimento della Protezione civile sta lavorando alle ordinanze che definiranno e regolamenteranno la “macchina” umanitaria. DI MAIO INCONTRA I SINDACI. Anche per questo, per rassicurare i sindaci e fare il punto sull’accoglienza, ieri il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è arrivato in Campania incontrando diversi primi cittadini impegnati in prima linea per la gestione dell’accoglienza. Il titolare della Farnesina ha preso nota delle richieste, assicurando un collegamento continuo e che il Governo farà il possibile per contribuire alla risoluzione dei problemi. Particolarmente significativa la tappa effettuata a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, dove Di Maio ha visitato il Centro Elim della Caritas Diocesana di Nola (nella foto), che accoglie madri e bambini sfuggiti alle atrocità della guerra in Ucraina. Il ministro, accompagnato dal sindaco, Salvatore Di Sarno, ha incontrato le mamme che con i loro piccoli hanno trovato ricovero e assistenza nel centro.

«CONTINUEREMO A IMPEGNARCI». Di Maio è stato poi a Brusciano, dove «è venuto a sostenerci per l’accoglienza che stiamo facendo ai profughi della guerra in Ucraina - spiega il sindaco Giacomo Romano -. Lo ringrazio per le belle parole spese per noi. Continueremo ad impegnarci per chi scappa dalla guerra e non va lasciato solo».A Somma Vesuviana, a Brusciano come in tanti altri comuni campani, le istituzioni stanno facendo rete anche con il contributo del volontariato, ma con l’aumento degli arrivi la situazione è destinata a farsi più complicata. L’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Luca Trapanese, ha già lanciato l’allarme spiegando che i posti sono pochi. Per ora molto è demandato alle famiglie e agli enti religiosi che si stanno prodigando per organizzare l’accoglienza. Molti profughi sono stati sistemati in conventi, associazioni e famiglie private, mentre la maggior parte ha trovato assistenza e aiuto da amici e parenti. Tuttavia, è prevedibile che chi arriverà nei prossimi giorni solo in minima parte potrà contare su conoscenti e parenti. Allora le difficoltà dell’accoglienza potrebbero aumentare ancora di più.

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