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“No” all’arresto di lady Giuliano

“No” all’arresto di lady Giuliano

Il tribunale di Sorveglianza gela la Procura: la ras “Celeste” rimarrà ai domiciliari per gravi problemi di salute

NAPOLI. La “Chanel” di Forcella continuerà a scontare la severa condanna rimediata un anno fa lontano da una cella. Il tribunale di Sorveglianza ha respinto per la seconda volta in dodici mesi la richiesta della Procura di tradurre in carcere Erminia Giuliano, alias “Celeste”, ras e sorella degli storici capi della cosca dei Decumani. La 67enne resterà dunque almeno per un altro anno ancora agli arresti domiciliari, dove continuerà a scontare la pena a quattordici anni di reclusione, diventata definitiva nel maggio 2021. Si sono pertanto rivelate vincenti ancora una volta le argomentazioni difensive del legale di lady Giuliano, l’avvocato Gennaro Pecoraro, il quale è riuscito a dimostrare l’incompatibilità delle condizioni di salute della propria assistita con la detenzione in carcere. Criticità che anche il perito incaricato dal tribunale in occasione dell’ultimo ricorso ha evidenziato. Il magistrato di Sorveglianza, preso anche atto del fatto che le contestazioni mosse a carico della ras sono piuttosto risalenti nel tempo, ha così ribadito per la seconda volta la detenzione domiciliare nel comune di Formia, dove Erminia Giuliano risiede da qualche tempo e dove è assistita dai suoi familiari.

Celeste Giuliano il 26 maggio dello scorso anno è stata condannata insieme ad altre 19 persone. Gran parte degli imputati, compresa lei, erano sotto processo a piede libero e dunque, una volta diventate definitive le pene inflitte, di lì a pochi giorni sarebbe scattata la nuova raffica di manette tra la Vicaria e la Maddalena. Gli arresti non si sono ovviamente fatti attendere e su tutti era spiccato quello del ras Ciro De Tommaso, padre dell’ex capoultras “Genny ’a carogna”, oggi collaboratore di giustizia.

Con Erminia Giuliano, anche lei condannata per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, le cose si sono però subito complicate. Preso atto che la 67enne non poteva essere immediatamente trasferita in carcere, il tribunale di Sorveglianza ha così disposto una perizia al fine di accertarne le effettive condizioni di salute. E il responso non è stato dei migliori: i consulenti del tribunale hanno infatti riscontrato una seria forma di miocardite, patologia che allo stato attuale rende lady Giuliano incompatibilità con la detenzione incarcere. La Sorveglianza, accogliendo la richiesta dell’avvocato Pecoraro, ha così disposto già nel giugno scorso per la narcos “Celeste” i ben più miti arresti domiciliari nel domicilio di Formia. La “regina” di Forcella, nonostante la fresca condanna a quattordici anni di reclusione - questo il residuo di pena che dovrà ancora espiare su un cumulo di trent’anni - rischia a questo punto di non dover mai più vedere il mondo da dietro le sbarre. All’epoca del suo ultimo arresto - correva il dicembre del 2003 - lady Giuliano era stata inserita nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi, vale a dire da quando aveva preso la guida del clan in seguito alla cattura dei fratelli boss. Celeste Giuliano, dopo dieci mesi trascorsi da primula rossa, venne individuata e stanati dai carabinieri in un’abitazione di Forcella, nascosta in un cunicolo ricavato nella cucina

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