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«Una donna eccezionale, siamo sconvolti»

«Una donna eccezionale, siamo sconvolti»

L’ex direttore sanitario del distretto in cui lavorava la vittima: «Il ragazzo fu adottato in tenera età»

NAPOLI. «No, non posso crederci! Mena non può essere andata via in questo modo così tragico». A ricordarla, appena appresa la notizia del terribile omicidio consumatosi nella prima serata di ieri a Mezzocannone, è il dottor Beniamino Picciano, ex direttore sanitario del distretto 33 di piazza Nazionale. «Una donna eccezionale, di grande versalità e spirito di sacrificio. Abbiamo lavorato insieme per anni in gruppi socio sanitari.

Metteva sempre il massimo dell’impegno nella sua attività professionale, era persona amabile ma anche di spessore e competenza. Insieme abbiamo preso parte a tante manifestazioni in cui venivano apprezzati i suoi interventi», racconta il dottor Picciano, descrivendo la vittima come una professionista che «curava nei minimi particolari gli aspetti neurocognitivi. Non posso credere che non ci sia più». E stando a quanto emerso dalle prima battute delle indagini sarebbe stato il figlio adottivo ad ucciderla. Un circostanza, questa, che rende incredulo il dottor Picciano: «Ma che dice! Fu adottato in tenera età. Il suo unico figlio.Di nazionalità lituana, era bellissimo.

Lo ricordo quando era piccolo perché poi io lasciai la direzione di piazza Nazionale per andare a ricoprire altri incarichi dirigenziali nell’Asl Napoli 1. Ma come è possibile... Mena era una dirigente stimata da tutti per la sua generosità, amabilissima, dolcissima. Non, non voglio crederci»

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