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11 Novembre 2022 - 09:46
Il ragazzo morto era il 24enne Francesco e non Pietro, l’amico 21enne. I genitori lo scoprono solo quando sono giunti in obitorio, non era deceduto il figlio ma il compagno
TORRE ANNUNZIATA. Il dolore che si trasforma in speranza per la famiglia del 21enne Pietro Caputo; mentre i congiunti del compagno 24enne Francesco Mazzacane, accorsi in ospedale dove credevano di trovarlo vivo anche se grave , sono precipitati nel buio della disperazion, nel letto d’ospedale non hanno trovato il figlio, ma il compagno.
Solo ieri, infatti, si è compreso che c’era stato uno scambio di persona un equivoco atroce durato circa 24 ore che ha reso ancora più atroce quanto è accaduto ai due ragazzi partiti dal Sud verso la speranza di trovare occupazione a Milano un lavoro e una nuova vita. Un sogno tradito: entrambi sono rimasti vittima del monossido di carbonio sprigionato da una caldaia difettosa nel residence dove alloggiavano. I sanitari del 118, chiamati per soccorrere le due giovani vittime hanno diffuso le generalità dei ragazzi in maniera errata.
Mercoledì sera si era appreso che a seguito delle esalazioni del gas venefico, Pietro che si trovava a Milano già da qualche mese come stagista alla “Esselunga’ era morto. Mentre Francesco, l’amico che ospitava da una settimana, che lo aveva raggiunto per affrontare un colloquio di lavoro, era stato trovato in condizioni disperate ma era in cura all’ospedale Fatebenefratelli di Milano. Le cose erano andate diversamente e i familiari dei due ragazzi si sono trovati in un’altalena di disperazione apprendendo che non era di Pietro Caputo,ma del compagno Francesco Mazzacane, il corpo senza vita trovato nell’appartamento al piano terra del Residence Linate di Segrate.
E di conseguenza, è Caputo il ragazzo tuttora ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli in gravissime condizioni, seppure stabili. Solo il riconoscimento in obitorio dei genitori di Caputo, arrivati dalla Campania, ha fatto emergere l’equivoco. Una situazione hanno poi ricostruito i Carabinieri della compagnia di San Donato Milanese involontariamente innescata dai primi soccorritori perché sul comodino, dalla parte del letto dove era disteso in pigiama Mazzacane, c’erano i documenti di Pietro Caputo. A ciò si è aggiunto una forte somiglianza tra i due ragazzi che avrebbero dovuto portare a fare delle ulteriore verifiche sulle rispettive identità, ma la procedura è passata in secondo piano nei concitati momenti in cui i paramedici si sono dovuti concentrare sulle operazioni per salvare la vita all’altro ragazzo che ancora respirava.
Ora le indagini per omicidio colposo, coordinate dal pm Luigi Luzi, proseguono ed è stato posto sotto sequestro il locale caldaie, dove si è sprigionata la perdita di monossido di carbonio che ha intossicato i due ragazzi. L’autopsia del 24enne, disposta già mercoledì, verrà eseguita nei prossimi giorni.Parole di dolore sono state espresse da don Ivan Licinio, vicerettore del Santuario della Vergine del Rosario di Pompei: «Un assurdo scambio di persona che aggiunge dolore alle famiglie di questi due giovani. Una tragedia nella tragedia ed è per questo che vi chiedo di aumentare la nostra preghiera per sostenere quanti vogliono bene a Pietro e Francesco».
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