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06 Febbraio 2023 - 11:10
I fratelli Minieri nel mirino dei Mazzarella dopo la rapina di Rolex da “Dog Out”
NAPOLI. La paranza capeggiata dai fratelli Minieri non si sarebbe limitata a seminare sangue e terrore tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli. Anzi, in almeno un’occasione il gruppo di giovanissimi aspiranti ras avrebbe “sconfinato” mettendo a segno un raid terrificante nella centralissima piazza Municipio, a due passi dal Comune e a poche decine di metri dalla sede della Questura. Nel mirino del commando, la notte del 6 marzo scorso, sono finiti due giovani, Antonio Costagliola e Angelo Pisani, rapinati dei preziosi Rolex che indossavano al polso.
Nel commettere il colpo, avvenuto nel locale “Dog Out”, Ciro Minieri, Nicola Minieri e Raffaele D’Avino hanno anche esploso davanti a numerose persone tre colpi di pistola. Il misfatto non è però finito qui. Le vittime, vicine agli ambienti del clan Sibillo, decisero infatti di passare al contrattacco, rivolgendosi, tramite un amico, al ras Michele Mazzarella. Quella che ne scaturì fu una vera caccia all’uomo, con il boss Mazzarella che, rivoltosi al ras Vincenzo Masiello, a sua volta vicino ai Minieri, aveva imposto a tutti i ricettatori del centro di Napoli di non acquistare i due orologi dal valore di 60mila euro per nessun motivo.
Masiello, capozona della parte bassa dei Quartieri, cercò dal canto suo una mediazione con i responsabili del raid. La “trattativa” non andò però a buon fine. I Minieri, quando gli orologi furono poi trovati nella disponibilità della madre Giuseppina Mazzocchi e quindi sequestrati, organizzarono a loro volta un agguato ai danni del narcos Carmine Furgiero “’o pop”, ritenendolo un confidente delle forze dell’ordine. L’assurda vicenda emerge dall’ordinanza di custodia cautelare che pochi giorni fa ha portato dietro le sbarre sei dei presunti componenti della gang capeggiata da Ciro e Nicola Minieri.
Quello che ne viene fuori è uno spaccato da brividi. Il 9 marzo, ignaro di essere sotto intercettazione, Nicola Minieri ribadisce al complice Carmine Grammatica la gravità della situazione: «Tappetto, guarda me, Tappetto gli abbuzzatori, i Mazzarella, hanno mandato le imbasciate a tutti quanti, a tutti gli abbuzzatori di Napoli, che questi orologi neanche per 10.000 euro se li devono comprare, perciò dovete stare calmi, i soldi li avete... non facciamo proprio bordello, Tappetto tu stai in mano mia e basta, non ti preoccupare». Ciro sembra però non fidarsi troppo della mediazione che Masiello stava cercando di portare avanti avrebbe comprato lui gli orologi, senza fare il loro nome, per poi riconsegnarli a Mazzarella tanto da affermare: «Ora dobbiamo portare la negativa con quelli là, se esce il bianco... ci dobbiamo uccidere anche noi perché quello ci ha difesi...». Insomma, la situazione è a dir poco esplosiva e ormai fuori controllo: «La cosa a dire hanno sparato... Sibillo o non Sibillo è un problema... Nicò sono guappi! Sull’anima della zio sono guappi! Io stasera ho capito ancora di più la potenza di questi qua». Di lì a breve il loro arresto ha però scongiurato l’imminente vendetta del clan del rione Sant’Alfonso.
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