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Triplice omicidio, fuori il ras scissionista

Triplice omicidio, fuori il ras scissionista

Termini di fase scaduti dopo l’ergastolo annullato, Francesco Biancolella torna a piede libero

NAPOLI. Nel giro di due giorni si è prima visto cancellare l’ergastolo rimediato in primo e in secondo grado e adesso si è ritrovato a essere addirittura scarcerato. Francesco Biancolella, 71enne uomo del clan Amato-Pagano accusato di aver preso parte al triplice omicidio “Dobermann”, ieri pomeriggio ha lasciato il penitenziario di Secondigliano in seguito alla decisione della Quarta sezione della Corte d’assise d’appello di Napoli, che accogliendo in pieno l’istanza dei suo difensori, gli avvocati Luigi Senese e Andrea Di Lorenzo, ha stabilito che i termini di fase fossero ormai conclusi.

Non essendo detenuto per altri procedimenti, il presunto sicario degli Scissionisti di Secondigliano attenderà dunque a piede libero l’esito del nuovo processo d’appello che lo vedrà alla sbarra per gli omicidi del ras ribelle dei “Capitoni” Francesco Russo “Dobermann”, del figlio Ciro Russo e del loro guardaspalle Vincenzo Moscatelli. Dopo il verdetto con cui pochi giorni fa la Cassazione ha annullato la precedente condanna all’ergastolo, la Corte d’assise d’appello ha infatti rilevato che il termine massimo di fase per l’applicazione della misura detentiva cautelare era scaduto il 26 febbraio scorso.

Già nel pomeriggio di ieri Biancolella ha così potuto lasciare il carcere di Secondigliano per raggiungere il proprio comune di residenza, Mugnano, dove sarà sottoposto al solo obbligo di dimora. Stando alla ricostruzione accusatoria, Biancolella avrebbe avuto un ruolo attivo nella fase relativa all’occultamento dei cadaveri delle tre vittime. Il presunto killer, dal canto suo, si è però sempre professato innocente, sostenendo di non avere nulla a che fare con quella mattanza maturata nell’ambito di uno scambio di sicari tra i clan alleati Amato-Pagano e Lo Russo. Per il triplice omicidio “Dobermann” i ras Cesare Pagano, Carmine Amato, che ha incassato il primo fine pena mai irrevocabile, e Oreste Sparano, uomo dei Lo Russo, hanno invece incassa l’ergastolo definitivo.

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