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12 Ottobre 2023 - 07:30
NAPOLI. È di nuovo alta tensione negli ambienti malavitosi di Barra, dove tre stese si sono susseguite da lunedì in poi. Ma con una particolarità: tutte attraverso l’utilizzo di pistole a salve. In un caso le forze dell’ordine hanno trovato bossoli a terra, negli altri nessuna traccia se non le testimonianze di alcuni residenti. Per gli investigatori di Napoli Est non è in discussione il predominio nel quartiere del clan Aprea-Cuccaro né si registrano contrasti interni, per cui l’ipotesi maggiormente presa in considerazione porta a un’esibizione muscolare di un gruppo proveniente da un’altra zona. Non va dimenticato infatti che la spaccatura storica tra l’alleanza di Secondigliano e i Mazzarella è presente anche nell’area orientale di Napoli. Nei giorni scorsi l’allarme è scattato prima in via Repubbliche Marinare, poi in via Ciccarelli e a distanza di meno di un’ora dal secondo episodio, in corso IV Novembre. Una zona, quest’ultima diventata improvvisamente calda l’estate scorsa, quando quattro malviventi su due motociclette seminarono il terrore sparando in aria tra automobilisti e passanti. Erano le 19 del 29 agosto, la stessa ora della stesa di lunedì scorso. Una coincidenza probabilmente, ma non è detto. Sul primo episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia Poggioreale, sugli altri i poliziotti della squadra giudiziaria del commissariato San Giovanni-Barra. Tutti investigatori esperti, che conoscono bene il territorio. Lo scenario dei quartieri orientali della città è connotato da un marcato dinamismo criminale, scrive la Dia nell’ultima relazione semestrale aggiungendo che esistono “una pluralità di gruppi schierati sostanzialmente in due fazioni contrapposte”. La prima, riferibile all’Alleanza di Secondigliano, è composta famiglie Cuccaro e Aprea di Barra (legate da un’antica alleanza, da parentele acquisite e con i rampolli dei vecchi boss che ne hanno preso il posto per eredità camorristica); dai De Luca Bossa-Minichini-Casella a Ponticelli; dai Reale e Rinaldi a san Giovanni a Teduccio; dagli Esposito nella zona vesuviana confinante con Napoli. Sull’altro fronte, collegati ai Mazzarella, ci sono i De Micco e De Martino, attraversati nei mesi scorsi da una crisi che sembrerebbe al momento superata. A Napoli Est, nell’analisi degli investigatori, i sodalizi che fanno riferimento all’Alleanza di Secondigliano manterrebbero un’autonomia gestionale per le estorsioni, il controllo delle piazze di spaccio, l’occupazione delle case popolari e i servizi di pulizia dei condomini, i cui introiti confluirebbero in una cassa comune per il sostentamento degli affiliati e delle famiglie dei detenuti. Le scelte strategiche e le decisioni più importanti sarebbero invece adottate collegialmente dai reggenti delle famiglie. Sostanzialmente simile anche l’organizzazione sull’altro fronte, dove i De Micco (i “Bodo”) e i De Martino (gli “Xx”) agirebbero in completa autonomia con accordi strategici con i Mazzarella del vicino quartiere San Giovanni a Teduccio.
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