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Pronto soccorso devastato, in aula la paranza di “Ciculill”

Pronto soccorso devastato, in aula la paranza di “Ciculill”

Cardarelli a soqquadro dopo il decesso, sotto accusa sei amici e parenti

NAPOLI. Doveva essere una festa e invece è stato un inferno. Le ore successive alla vittoria scudetto del Napoli sono state all’insegna del sangue e del terrore e tutto ha avuto inizio con l’omicidio di Vincenzo Costanzo, alias “Ciculill”, presunto emergente ras del clan D’Amico di Ponticelli, ammazzato in piazza Volturno a colpi di pistola da un commando di sicari ancora oggi non identificato. Dopo il delitto, mossi dalla sete di vendetta, due cugini della vittima, Gaetano Maranzino e Matteo Nocerino hanno sparato all’impazzata sulla scena venendo arrestati in breve tempo. Quella notte maledetta fornisce però oggi anche un nuovo sviluppo giudiziario: la Procura ha infatti ottenuto il rinvio a giudizio per sei persone, tutte amiche o imparentate con Costanzo, accusate di aver devastato il pronto soccorso del Cardarelli nei minuti successi al decesso di “Ciculill”.

Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Enrica Parascandolo hanno dunque trovato sbocco nell’udienza predibattimentale fissata per il prossimo 2 aprile, quando in aula dovranno presentarsi Giuseppe Perrella, 20 anni, Vincenzo Lauria, 20 anni, Gaetano Maranzino, 24 anni, Alfonso Capozzoli, 42 anni, Rosa D’Amico, 27 anni, e Antonietta D’Amico, 23 anni. Toccherà al collegio difensivo (avvocati Luca Mottola, Domenico Dello Iacono, Bruno Carafa e Giovanna Visone) provare a limitare i danni una volta iniziato il processo. Del resto sono piuttosto pesanti le accuse da cui i sei neo imputati dovranno provare a difendersi. Ferma restando la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva, tutti devono rispondere dei gravi danni causati al pronto soccorso del Cardarelli, di cui avevano distrutto porte scorrevoli e vetrate di accesso. Nel dettaglio, Rosa D’Amico avrebbe preso a calci e pugni il triage e i vetri della struttura; Capozzoli, Lauria e Maranzino sono anch’assi accusati di aver sferrato calci e pugni contro i vetri del pronto soccorso; Perrella si sarebbe invece scagliato contro il vetro di ingresso e avrebbe ribaltato alcune lettighe presenti nei paraggi. Nel mirino di amici e parenti del giovane ras appena deceduto erano però finiti anche esponenti delle forze dell’ordine e il personale sanitario: Antonietta D’Amico avrebbe ad esempio tirato una pantofola agli agenti di polizia intervenuti sul posto.

Tutti devono poi rispondere di interruzione di pubblico servizio, in quanto la loro furia avrebbe costretto ben tre infermieri ad allontanarsi dal posto di lavoro. Dell’ultima accusa risponde invece soltanto Lauria, indiziato di aver sputato in faccia a un ispettore della Squadra mobile, di cui avrebbe anche ignorato l’alt dandosi a una rocambolesca fuga in scooter. Una notte infernale, quella del 5 maggio scorso, e all’appello mancano però ancora i responsabili dell’omicidio di “Ciculill”. Le indagini sul caso sono condotte dai carabinieri, i quali ormai da mesi stanno lavorando incessantemente per risalire ai nomi e ai volti dei killer, i quali sarebbero stati mossi da questioni personali e sentimentali.

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